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  • Grazie alla Leva Civica ho trovato la forza di riprendermi

    Voglio parlarvi un po' di come sta andando la mia quarantena, partendo dalla famosa canzone dei Beatles "Yesterday", dove nella prima strofa si ricorda il passato con un sentimento di malinconia perché il presente non è quello che ci si aspettava che fosse ma è arrivato e bisogna guardarlo in faccia. Voglio parlarvi un po' di come sta andando la mia quarantena, partendo dalla famosa canzone dei Beatles "Yesterday", dove nella prima strofa si ricorda il passato con un sentimento di malinconia perché il presente non è quello che ci si aspettava che fosse ma è arrivato e bisogna guardarlo in faccia. Vi dico questo perché sono stato sfortunato e per qualche causa sconosciuta la mia famiglia si è ammalata tutta a causa del virus. Fortunatamente la malattia ha fatto il suo corso, lungo e doloroso corso, però è passata. È stato difficile affrontare questa cosa perché molto più grande di noi e inaspettata; quando il virus è entrato in casa ha stravolto un po' i ritmi e la quotidianità; il dormire tutto il giorno, saltare i pasti perché non si aveva fame, le ore passate a fare niente perché alzarsi era troppo faticoso, mi hanno fatto capire che forse la routine è una delle cose che avrei dovuto apprezzare di più della vita pre-virus. Comunque, finita la malattia, è stato molto difficile tornare a questa stabilità. Una delle cose che mi ha aiutato di più è stata il fatto di poter tornare a svolgere il mio compito da Leva Civica, non solo perché riusciva a darmi dei ritmi con degli orari da rispettare, ma anche perché il rivedere le facce dei ragazzi che non vedevo da tanto mi ha dato la forza di riprendermi. Il mio auspicio per il futuro è di poter  tornare a svolgere il nostro lavoro e vivere la nostra vita con le lezioni che abbiamo imparato, che ci accompagnano e ci guidano verso un domani in cui nessuno sarà mai più costretto a passare quello che ho passato io e stiamo passando tutti.

     

    "Yesterday,

    All my troubles seemed so far away,

    Now it looks as though they're here to stay

    Oh I believe in yesterday"

     

    Davide, volontario di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso Cooperativa Sineresi per il progetto "Leva Civica nell'ambito di Lecco" nell'ambito: attività di promozione e organizzazione di attività educative (LC)

     

  • Il Diritto alla Felicità

    Quante volte vi capita durante l'arco della giornata di cambiare repentinamente il vostro stato d'animo? Passare da un momento di spensieratezza a uno che invece vorresti spaccare tutto?
    A me personalmente è successo spesso e allora ho cercato di capire il perché. Sarà perché ci è stata tolta la nostra libertà? Sarà perché la nostra vita è stata messa in stand-by forzatamente? Sarà perché questo virus ci ha intrappolati in casa contro la nostra volontà togliendoci tutto e soprattutto la nostra felicità? Stiamo cercando tutti di restare a galla, di non sprofondare, leggendo, cucinando, mangiando, guardando film, ascoltando musica e sognando di tornare a come eravamo prima, proprio, appunto, alla tanto agognata felicità. 

    Ma che cos'è la felicità? "La vita è breve, buona, e c'è un diritto fondamentale: il diritto alla felicità. Che non si manifesta e non si deve confondere con una sorta di diritto naturale a diventare ricco o a soverchiare gli altri. Parliamo di un'altra felicità. Delle soddisfazioni piccole, che però valgono molto". Cosi scrive Luis Sepùlveda in questo libro in cui dialoga con Carlo Petrini, cercando di trovare una risposta alla domanda più difficile, la domanda che mi accompagna ogni giorno da sempre. È vero, prima della pandemia avevamo a disposizione qualsiasi cosa, da quelle materiali a quelle più astratte, ma eravamo davvero contenti? In questo periodo ho cercato di conoscermi meglio, di capire chi sono e cosa voglio, di pormi obiettivi diversi. Per quanto possa sembrare strano io ringrazio questo momento storico, quest'opportunità, questo tempo per noi. Ho capito pian piano che per stare bene, per essere serena, non ci vuole molto, e forse è privandosi di tutto che si è felici davvero.  

     Diritto Felicit

    Susana Maria Pizzagalli, volontaria di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso Cooperativa Sineresi (LC) "LEVA CIVICA NELL'AMBITO DI BELLANO" nell'ambito delle attività di organizzazione e promozione di interventi educativi

  • Imparare ad affrontare le avversità e ad apprezzare quello che di bello e semplice la vita ci propone

    Claudia, una giovane volontaria di Leva Civica Regionale - Living Land, ha vissuto "in prima linea" le comprensibili incertezze e i comprensibili timori dell'emergenza Covid-19, raffrontati, nella sua testimonianza, con quelli espressi in una celebre lirica di Giuseppe Ungaretti.

    "Ci ho messo un po' a decidere cosa sentivo che mi rappresentasse maggiormente in questo periodo di quarantena. Alla fine ho scelto la poesia "Soldati" di Giuseppe Ungaretti per due motivazioni, collegate tra loro. La prima è perché credo che come concetto esprima perfettamente quello che ognuno di noi percepisce in questo periodo: la fragilità, l'insicurezza, la paura di non sapere cosa ci aspetta in futuro. Io sono stata fortunata perché ho potuto riprendere la Leva Civica, ma avevo tanti progetti per quest'anno che mi stanno scivolando via e la cosa mi preoccupa perché mi ero fissata degli obbiettivi che non so se o quando riuscirò a raggiungere. Quindi immagino sia la stessa cosa per molti di voi che, come me, speravano di realizzare i propri sogni e invece si ritrovano costretti a dover aspettare senza poter fare nulla.

    L'altra motivazione è che proprio in questo periodo di fermo forzato ho avuto modo di riprendere in mano i alcuni dei miei hobby, tra cui la scrittura e la lettura, e scegliere una poesia mi è sembrata la cosa più spontanea. In queste settimane ho avuto la possibilità di riflettere, passare del tempo con me stessa, prendermi del tempo per dedicarmi a quelle passioni che stavo lasciando indietro e riscoprire anche il rapporto con chi mi sta vicino. Proprio in questo modo mi sono accorta di quanto dessi per scontate alcune cose che potevo fare e che, per pigrizia, ho rimandato, pensando che avrei avuto tutto il tempo “domani”, quando domani è diventato oggi, in una sequenza di giorni sempre tutti uguali dove mi era stata tolta perfino la possibilità di fare le lunghe passeggiate con il mio cane. La quarantena mi ha fatto capire le cose che sono essenziali per farmi stare bene e spero che sia stato così anche per molta altra gente che come me si è trovata a dover fare i conti con se stessa. Vorrei sperare che tutti siano riusciti a raccogliere la motivazione necessaria per affrontare ciò che ci aspetta e per apprezzare quello che di bello e semplice la vita ci mette davanti". 

     13autunno

    Claudia Viscardi, volontia di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso il Comune di Pescate per il progetto "LEVA CIVICA A SOSTEGNO DEI CITTADINI DI MOLTENO, PESCATE E MALGRATE" nell'ambito dell'attività amministrativa progettuale, gestionale e di contabilità per la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e ambientale

  • Leva Civica: la riscoperta dei valori e dei legami affettivi

    Vi racconterò della mia esperienza e delle mie emozioni durante questo periodo molto difficile della nostra vita. Vorrei iniziare citando una frase dell'opera che ho scelto per rappresentarmi: "È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante". Questa frase mi aiuta a riflettere e a capire ciò che provo in un momento così cupo, dove molte persone soffrono e altre sperano in un domani migliore. 

    Io penso che sia inutile abbattersi troppo ma bisogna avere pazienza, sfruttare questa situazione per capire veramente chi siamo e cosa vogliamo, perché si rischia di finire con lo sprofondare nelle nostre paure e insicurezze, sentite ancora di più durante l'emergenza.
    Questo momento è più unico che raro, ci permette di cogliere molte cose scontate o banali, inoltre cambia la prospettiva del tempo e dello spazio percepito normalmente. Ognuno di noi avrà imparato qualcosa di nuovo o riscoperto cose perdute, ma soprattutto io personalmente ho compreso l'importanza del tempo e delle persone con cui lo condivido.

    Infine spero che tutti riescano a trovare quelle persone di cui sentiamo la mancanza e che durante questi periodi di bisogno ci hanno reso felici, perché una volta passato il brutto momento ogni cosa, anche la più semplice, sarà speciale se si farà con chi è diventato importante per noi nonostante la distanza.

    Piccolo principe

     Andrea, volontario di Leva Civica Regionale - Living Land durante l'emergenza Covid-19

     

  • Qualsiasi professione sceglierai, cerca di lasciare un segno indelebile nei cuori delle persone

    Sono due mesi che non metto piede in quell'istituto che ormai era diventata una seconda famiglia per me. Mi sono ritrovato all'interno di classi di ragazzi che avevano qualche anno in meno di me, che hanno imparato a rispettarmi e a volermi bene. E sapete una cosa? Mi mancano davvero tanto! Non sembra vero che, nonostante il poco tempo passato con loro, ho lasciato un segno indelebile nei loro cuori. Questi ragazzi mi hanno scritto ogni tanto durante la quarantena per chiedermi come stavo, per chiedermi se l'anno prossimo quando sarebbero forse rientrati mi avrebbero ritrovato in classe con l'altra prof di inglese pronti a salutarmi con il solito "Buongiorno prof!".

    Io non sapevo cosa voleva dire essere un insegnante, ho sempre snobbato questa professione, ma ora la vedo con occhi diversi. Il tempo a casa mi ha fatto pensare tanto al mio futuro e chissà magari diventerò un professore veramente. Spero di potervi rivedere presto per condividere con voi qualche altra esperienza! 

    12codocente

    Stefano Colombo, volontario di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso Fondazione Monsignor Giulio Parmigiani per il progetto "Leva Civica nell'ambito di Lecco" nel settore attività di organizzazione e promozione di attività educative (LC)

  • Spero in un mondo migliore abitato da persone più umane

    Che cosa dire di questo periodo? È successo un qualcosa di assolutamente imprevisto che ci ha costretto a fermarci. Mi piace pensare che ogni cosa, anche la più terribile, abbia un senso e perciò penso che anche questa epidemia non sia cascata giù dal cielo senza un motivo. La prima cosa che mi viene in mente è che la maggior parte delle persone dopo la spensieratezza dell'infanzia entra in una sorta di tunnel fino alla vecchiaia in cui è talmente presa dalle cose che non si ferma mai un attimo a riflettere, non si siede mai a pensare "sono sereno?", "Cosa potrei fare per esserlo?". Si è talmente presi dalla routine quotidiana, dai progetti e dagli impegni, che si procede con il pilota automatico, scordandoci che essere sereni è un nostro diritto. La mia speranza quindi è che questo evento ad un primo sguardo sicuramente negativo (per diversi motivi) sia anche servito a tanti per migliorare in qualche maniera la propria vita e che il mondo non torni quello di prima, ma diventi in qualche modo migliore, abitato da persone più umane. Purtroppo da fine febbraio sono fermo con la Leva Civica, spero di riprendere quanto prima. Le mie giornate trascorrono tra lavori in casa, letture e serie tv. Sinceramente la limitazione della libertà che è stata imposta nell'emergenza l'ho sentita molto ed è stato difficile per un camminatore come me rinunciare all'aria aperta e spero vivamente che presto non saranno più necessarie queste norme. 

     Meditazione

     

    William Colombo, volontario di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso Cooperativa La Vecchia Quercia (LC) "GIOVANI IN CAMPO 2019" nell'ambito delle attività di assistenza e servizio sociale

     

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