testimonianza

  • Olp e amministrazione comunale, fieri del nostro volontario Luca

    Io in quanto Olp mi sento di ringraziare di cuore il nostro volontario in servizio civile che, in questo momento di estrema difficoltà, ci affianca e ci sostiene con una presenza fondamentale. Condivido tutte le vostre bellissime parole: sarebbe stato facile stare a casa, ma la coscienza civile e il senso di responsabilità hanno prevalso e per questo io e tutta l’amministrazione siamo fieri di collaborare con un ragazzo tanto serio e responsabile al quale, aggiungo, non manca mai un sorriso per chiunque! E’ veramente un onore averti al nostro fianco in questo periodo. Grazie Luca!

    Elena Borini, OLP di Luca Masciadri, volontario di Servizio Civile Universale, in servizio presso il Comune di Albavilla (CO) per il progetto "Guarda le stelle" nell'ambito dell'assistenza ai minori

  • Perché lo facciamo? Settima domanda

    Quali sono le aspettative che un ragazzo o una ragazza nutrono nei confronti del Servizio Civile Universale? Dove presteranno il loro servizio questi giovani operatori di Associazione Mosaico? È il tema di "Perché lo facciamo" numero 7.

  • Perché lo facciamo/6 - Associazione Mosaico, i ragazzi di Servizio Civile Universale si raccontano

    Un nuovo gruppo di giovani operatori volontari di Associazione Mosaico racconta che cosa li ha portati a scegliere l'esperienza di Servizio Civile Universale.

     

  • Qualsiasi professione sceglierai, cerca di lasciare un segno indelebile nei cuori delle persone

    12codocenteSono due mesi che non metto piede in quell'istituto che ormai era diventata una seconda famiglia per me. Mi sono ritrovato all'interno di classi di ragazzi che avevano qualche anno in meno di me, che hanno imparato a rispettarmi e a volermi bene. E sapete una cosa? Mi mancano davvero tanto! Non sembra vero che, nonostante il poco tempo passato con loro, ho lasciato un segno indelebile nei loro cuori. Questi ragazzi mi hanno scritto ogni tanto durante la quarantena per chiedermi come stavo, per chiedermi se l'anno prossimo quando sarebbero forse rientrati mi avrebbero ritrovato in classe con l'altra prof di inglese pronti a salutarmi con il solito "Buongiorno prof!".

    Io non sapevo cosa voleva dire essere un insegnante, ho sempre snobbato questa professione, ma ora la vedo con occhi diversi. Il tempo a casa mi ha fatto pensare tanto al mio futuro e chissà magari diventerò un professore veramente. Spero di potervi rivedere presto per condividere con voi qualche altra esperienza! 

     

    Stefano Colombo, volontario di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso Fondazione Monsignor Giulio Parmigiani per il progetto "Leva Civica nell'ambito di Lecco" nel settore attività di organizzazione e promozione di attività educative (LC)

     

     

  • Resoconto della mia esperienza di servizio civile

    Da gennaio 2019 a gennaio 2020 ho svolto il Servizio Civile Universale presso il comune di Misano di Gera d’Adda, mi occupavo di Assistenza agli anziani tramite un progetto chiamato “La filanda – Servizio Civile a favore degli anziani degli Enti locali lombardi”. Le mie mansioni erano tra le più varie, certamente la missione principale ritengo sia stata il mantenimento delle risorse e del benessere psicologico in soggetti con fragilità. Secondariamente la mia attività consisteva in un supporto pratico e immediato alle necessità giornaliere. Ho passato buona parte delle ore di servizio in momenti di condivisione del tempo insieme, in attività semplici ma benefiche come passeggiate e conversazioni. I momenti di dialogo erano in alcuni casi semplici conversazioni sulla vita quotidiana, i vari impegni, gusti personali e attualità. Molto spesso però il dialogo è stata una vera e propria forma di confronto psicologico sul presente, le difficoltà che la vecchiaia porta con te, ma anche di racconto e revisione del passato.

    Dall’altro lato io ero una fonte inesauribile di aiuto, per offrire assistenza fondamentale e giornaliera come andare a fare la spesa, altre piccole commissioni, ritirare e comprare per loro i farmaci prescritti.

    Un anno di servizio ha prodotto molteplici riflessioni che ruotano intorno ad alcuni temi fondamentali che ritengo siano punti centrali del mio percorso:

    • La vecchiaia e la malattia. Ognuno degli utenti seguiti è in qualche modo malato, alcuni hanno malattie che in età adulta sono facilmente gestibili, ma con il passare del tempo si aggravano e appesantiscono fisico e mente (es. Ipertensione, diabete); in altri casi il disturbo è prodotto da malattie degenerative (es. cecità, artrosi); in altri ancora, la malattia è interiore (disturbi psichiatrici, depressione). L’utente anziano è da un lato appesantito dai mali fisici che rendono difficoltosa anche la più semplice delle attività come camminare, dall’altro costantemente logorato da mali più infidi e silenziosi, che a poco a poco possono scalfirlo. È sicuramente il caso della malinconia che facilmente può trasformarsi in disturbi più gravi come la depressione. Il senso di solitudine è l’acerrimo nemico dell’anziano, a prescindere dai disturbi che deve gestire: ho imparato che la compagnia, o semplicemente la consapevolezza che c’è qualcuno che andrà a trovarli ed aiutarli può rivelarsi il farmaco più efficace per il loro benessere.

    Mi appello dunque ai figli e parenti delle persone anziane: anche se stanno male, sono stanchi e predisposti al lamento, non lasciateli mai soli, portate pazienza e siate la loro ancora di salvezza.

    • Fare i conti col passato e adattarsi al presente. Utenti anziani nati nella prima metà del 900 hanno vissuto a pieno le difficoltà della II Guerra Mondiale e l’estrema povertà lasciata in seguito al conflitto. Parlare con loro del passato è importante, neurologicamente per mantenere attiva la loro memoria a lungo termine e stimolarli cognitivamente, ma anche psicologicamente per aiutarli ad autovalutare il loro livello di benessere, ad accogliere l’evoluzione della vita, ciò che di buono hanno raggiunto tramite estremi sacrifici. Emergerà sicuramente la nostalgia di quei tempi in cui “si stava meglio quando si stava peggio”, ma anche la contentezza di potersi meritare il riposo della terza età. Ho notato spesso anche un certo livello di disprezzo nei confronti del mondo attuale, troppo ricco di beni materiali ma povero di spirito a loro avviso. Il costante contatto dell’utenza con ragazzi giovani come i prestatori di Servizio civile non può che fare loro bene e mantiene costantemente in contatto con il presente, i cambiamenti generazionali e le nuove mode. Il rischio dell’anziano solo è che nemmeno sia consapevole dei cambiamenti in atto nella società in cui vive. 
    • Il lutto e la morte: la morte è come una foschia che costantemente si aggira nella mente dell’anziano, ne sente sempre addosso la puzza appestante e ci pensa spesso. Per svolgere questo servizio è fondamentale imparare a parlare della morte. La morte circonda anche l’anziano vivente perché vede intorno a se altri amici e parenti cari che se ne vanno. È statisticamente molto probabile che qualche utente, o coniugi degli stessi possano morire mentre si svolge il servizio e per quanto il tempo passato insieme sia stato poco il dolore si fa sentire. Nel mio caso due utenti sono morti durante il mio mandato, porterò nel cuore l’ultimo saluto che sono riuscita a dare ad uno di questi. Mentre gli stringevo forte la mano e lo baciavo sulla fronte sentivo dentro di me la consapevolezza che non lo avrei più rivisto, ma ho trovato la forza di lasciarlo andare con un buon livello di pace e accettazione perché questa è la vita.

    Consigli e indicazioni:

    Sulla base della mia esperienza mi sento di lasciare una serie di consigli o perlomeno aprire il dibattito in merito ad alcune tematiche.

    Il livello di preparazione: è possibile svolgere al meglio questo servizio senza una preparazione pregressa nel settore sociale? Si, ma non al meglio. Ho verificato sulla mia pelle che le conoscenze pregresse date dal mio percorso scolastico (in psicologia) sono state fondamentali per svolgere più facilmente ed in autonomia i compiti. La formazione proposta da associazione Mosaico e dall’Ente è d’aiuto ma abbisogna di altre conoscenze complementari.

    Durata e contratto: il servizio civile universale è la forma di contratto ideale per prendere in mano un progetto di questo tipo? Non sono riuscita a darmi una risposta convincente. Innanzitutto, sono ben consapevole che gli Enti pubblici siano in difficoltà economica e spesso il SCU è l’unico modo per poter fornire un servizio alla persona e altre forme contrattuali sarebbero troppo onerose.

    Contro: penso che il distacco tra volontario in servizio e utenza anziana sia doloroso per entrambi alla fine dell’esperienza e pone gli anziani in una condizione di malessere data da pensieri malinconici ed abbandonici. Certamente un contratto a tempo indeterminato permetterebbe continuità e stabilità, anche per evitare complicati passaggi di consegna.

    Pro: l’anziano ha bisogno di essere costantemente stimolato e di non arenare mente e corpo nell’abitudine. Ogni volontario nuovo è portatore di nuovi stimoli, bisogni, attivazioni e forme di comunicazione che tengono attivo l’anziano e lo spronano a far sentire la propria voce ed impegnarsi nella costruzione di un legame positivo. Banalmente: ogni nuovo volontario di Servizio civile è un nuovo amico, fonte di comunicazione, confronto e, si spera, sostegno benefico.

    In conclusione, la mia esperienza di Servizio civile è stata positiva e l’elasticità di orario e la completa disposizione dell’Ente in cui ho operato mi hanno permesso di continuare a studiare e in parte frequentare i corsi universitari senza dover abbandonare, o mettere completamente in pausa, il percorso di studi.

    Grazie a tutti voi che siete stati parte del mio viaggio in questa esperienza. Non dimenticherò mai cosa vuol dire svolgere il Servizio Civile.
    Lucia Sala, Volontaria di Servizio Civile Universale - Bando 2018 in servizio presso il comune di Misano di Gera d’Adda (BG) per il progetto: “La filanda – Servizio Civile a favore degli anziani degli Enti locali lombardi”.

     

  • Servizio Civile durante l'emergenza Covid-19: "ci sta dando una bella lezione di vita"

    FOSSATI NAZAR DANESI JESSICA"Quando si parla di Servizio Civile Universale tutti ci dicono che è un'esperienza fantastica che ti cambia la vita e ti fa crescere intellettualmente e socialmente. Dobbiamo dire che siamo solo all'inizio di questa esperienza, ma senza alcun dubbio possiamo affermare che questo ultimo mese, a causa del Coronavirus, è stato sorprendentemente unico. Abbiamo capito quanto siano veramente importanti anche i ragazzi che prestano servizio. Nonostante ci abbiano proposto di interrompere il servizio, noi abbiamo deciso di continuare e ci siamo davvero resi utili e disponibili perché sappiamo quanto sia importante dare una mano alla popolazione italiana in questo particolare momento. Non possiamo negare che sia stato un periodo stressante. Credeteci, portando a casa degli infermi abbiamo ricevuto testimonianze che ci hanno fatto anche ragionare su questo periodo e su quello che hanno vissuto e visto negli ospedali. Questo ci ha anche permesso di capire quanto sia veramente importante "#restateacasa". Ci riteniamo fortunati a prestare servizio civile proprio quest'anno perché questo mese ci ha proprio dato una bella lezione di vita. Cogliamo l'occasione per ringraziare tutti i volontari della Croce Verde di Ospitaletto che, come sempre, svolgono un lavoro eccezionale! Un saluto a tutti voi di Mosaico".

     

     

     

     

     

     

     

     


    Nazar Fossati e Jessica Danesi, volontari di Servizio Civile Universale, in servizio presso la Croce Verde di Ospitaletto per il progetto "Angels of Healths"

  • Servizio Civile in Associazione Mosaico. Quinta puntata del documentario "Perché lo facciamo"

    Cosa pensano i giovani operatori volontari di Servizio Civile Universale del lavoro svolto da Associazione Mosaico? Associazione Mosaico li assiste in ogni fase della loro esperienza. Ascoltiamo le loro prime impressioni.

  • Servizio Civile Universale: arricchimento emotivo, umano e professionale

    Rossella Verme Montorfano"Riflessione sul mio percorso di Servizio Civile Universale

    In data 15 gennaio 2020 ho iniziato a svolgere il Servizio Civile Universale presso il Comune di Montorfano, con il progetto “Guarda le stelle” che si occupa di minori in condizioni di disagio.

    Mi occupavo del servizio pre-scuola presso la scuola primaria di Montorfano, delle attività da svolgere in ufficio con l’assistente sociale e con la segretaria, e dell’assistenza educativa ai minori in condizioni di disagio.  Con i minori che seguivo  sono entrata sin da subito in sintonia, abbiamo stabilito un buon rapporto e penso che anche dopo il servizio continuerà.

    Mi sono trovata molto bene sia con voi di Mosaico ( davvero molto disponibili e pronti ad aiutare) sia con l’assistente sociale e con la segretaria, sia con  le famiglie dei minori. Mi reputo molto fortunata ad aver incontrato delle persone splendide!

    È un’esperienza che arricchisce il curriculum , quindi dal punto di vista lavorativo, ma la cosa più importante è l’arricchimento a livello umano ed emotivo che regala. Spero che ogni ragazza/ragazzo possa avere la possibilità di intraprendere questo tipo di Servizio, perché fa crescere a livello umano e a livello professionale. Sono felice di aver avuto questa possibilità!

    Oggi, 14 gennaio 2021, è il mio ultimo giorno di servizio,  finisce quest’avventura e porterò sempre con me tutte queste emozioni. Ancora grazie!"

    Rossella Verme, volontaria di Servizio Civile Universale, in servizio presso il Comune di Montorfano per il progetto "Guarda le stelle" nell'ambito dell'assistenza ai minori in condizioni di disagio.

     

  • Servizio Civile, parla l'ex volontario Dario Dall'Oro, Cooperativa Liberi Sogni, Calolziocorte (Lc)


    Dario Dall'Oro, ex-volontario di Servizio Civile Universale, ha prestato servizio presso la Cooperativa Liberi Sogni di Calolziocorte (LC) per il progetto "Controvento" nell'ambito dell'assistenza ai minori.

  • Servizio Civile? Formativo al massimo! Ho imparato a lavorare in team

    Silvana rizzi disegno IG

    Lo schema che ho rappresentato qui sotto descrive la mia esperienza di Servizio Civile che ho svolto presso il Comune di Erba nell'ufficio dei servizi Sociali. L'esperienza per me è stata formativa al massimo, sono cresciuta e ho imparato davvero cosa voglia dire aiutarsi a lavorare in team. In questo disegno ci sono io, tutti coloro che lavorano con me e i ragazzi che ho incontrato durante la mia esperienza. Siamo disegnati tutti nello stesso modo e nella stessa grandezza perchè così mi sono sentita rispetto alle colleghe e ai ragazzi: tutti uguali.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Rizzi Silvana, ex-volontaria di Servizio Civile Universale, in servizio per il Comune di Erba (CO) per il progetto "Eccomi: posso darti una mano?" nell'ambito dell'assistenza ai disabili

     

  • Spero in un mondo migliore abitato da persone più umane

    Meditazione

    Che cosa dire di questo periodo?

    È successo un qualcosa di assolutamente imprevisto che ci ha costretto a fermarci. Mi piace pensare che ogni cosa, anche la più terribile, abbia un senso e perciò penso che anche questa epidemia non sia cascata giù dal cielo senza un motivo. La prima cosa che mi viene in mente è che la maggior parte delle persone dopo la spensieratezza dell'infanzia entra in una sorta di tunnel fino alla vecchiaia in cui è talmente presa dalle cose che non si ferma mai un attimo a riflettere, non si siede mai a pensare "sono sereno?", "Cosa potrei fare per esserlo?".

    Si è talmente presi dalla routine quotidiana, dai progetti e dagli impegni, che si procede con il pilota automatico, scordandoci che essere sereni è un nostro diritto. La mia speranza quindi è che questo evento ad un primo sguardo sicuramente negativo (per diversi motivi) sia anche servito a tanti per migliorare in qualche maniera la propria vita e che il mondo non torni quello di prima, ma diventi in qualche modo migliore, abitato da persone più umane. Purtroppo da fine febbraio sono fermo con la Leva Civica, spero di riprendere quanto prima. Le mie giornate trascorrono tra lavori in casa, letture e serie tv. Sinceramente la limitazione della libertà che è stata imposta nell'emergenza l'ho sentita molto ed è stato difficile per un camminatore come me rinunciare all'aria aperta e spero vivamente che presto non saranno più necessarie queste norme. 

    William Colombo, volontario di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso Cooperativa La Vecchia Quercia (LC) "GIOVANI IN CAMPO 2019" nell'ambito delle attività di assistenza e servizio sociale

     
     
     
     
     
     
     
  • Un passo alla volta per riportare la serenità

    Giulia ArpiniNoi giovani non siamo visti di buon occhio dai più adulti e ancora di più dagli anziani. "Stanno sempre ai cellulari", "Non fanno mai nulla di buono" e "Che gioventù sprecata" sono le frasi principali che si sentono pronunciare da coloro che hanno qualche anno in più, soprattutto quando stiamo cercando di migliorare o cambiare, nel nostro piccolo, ciò che loro stessi hanno prodotto o addirittura sostenuto. Posso invece negare sul fatto che ci sono ragazzi della nostra età che fanno da simbolo (principalmente coloro che hanno i capelli colorati, rasati o con acconciature particolari, piercing sul viso e tatuaggi dipinti su tutto il corpo) alla tipica frase "questo ragazzo/questa ragazza che non avrà un futuro", eppure, magari, sono loro stessi che nei pomeriggi liberi vanno a raccontare fiabe negli asili o vanno a fare due chiacchiere con i nonni del paese, ascoltando le loro storie riguardanti la Seconda guerra mondiale. Questa era una piccola premessa per dire semplicemente che oltre ad aiutare coloro che sono in difficoltà di qualsiasi tipo, proteggere l'ambiente, progettare un futuro migliore, noi ragazzi, indipendentemente dai nostri capelli o da come vogliamo decorare la nostra pelle, cambieremo il futuro un passo alla volta per riportare la serenità di una volta. Ne approfitto per raccontare la mia esperienza prima e durante l'emergenza Covid-19. Iscritta al Servizio Civile il 15 gennaio di quest'anno, andavo personalmente a trovare i concittadini del mio paese per due chiacchiere. Ognuno la prendeva in modo diverso, chi mi attendeva con gioia sulla soglia della porta o sulla loro poltroncina davanti alla televisione o con chi, dato il loro carattere solitario, si faceva solo due parole alla finestra. Sono tutte persone over65 che per un problema o per l'altro si sono ritrovate sole e hanno la sensazione di essere escluse dal mondo. Come volontaria, andavo per un'oretta a casa di questi cari e con loro parlavamo di tutto; ricordi passati, amici d'infanzia, avventure da adolescenti o semplicemente spettegolavamo sul programma in televisione. Niente di che, potreste dire, eppure questi carissimi nonni sono quelli che si avvicinano sempre di più all'età della solitudine e del rinchiudersi in casa e avere qualcuno che, anche solo una volta al giorno, viene a scambiare due parole, può veramente farli sentire di nuovo in contatto con il mondo. Nella situazione attuale di difficoltà le chiacchiere si sono ridotte a poche parole scambiate ai rispettivi cancelli dei cittadini che richiedono aiuto per la consegna a domicilio dei medicinali che in questo momento sono tra le cose di cui hanno più bisogno. Ci sono altre mille parole da raccontare, come gli incontri giornalieri con le farmaciste, i medici che ormai mi vedono almeno una volta al giorno e le numerose chiamate in ufficio con l'Assistente Sociale, ma non voglio dilungarmi oltre e rubarvi altro prezioso tempo. Concludo con il ringraziare di cuore coloro che ci stanno guidando in questa esperienza unica e particolare e un caloroso abbraccio virtuale (bisogna rispettare le distanze!).

    Giulia Arpini, volontaria di Servizio Civile Universale, in servizio presso il Comune di Misano Gera d'Adda (BG) per il progetto "Vicino a te" nell'ambito dell'assistenza ad adulti e terza età in condizioni di disagio

     

  • Un progetto di assistenza agli anziani. Mi sono sentita utile e orgogliosa

    BARBARA ZAVAGLIO

    Bovezzo 29/04/2021

    Mi chiamo Barbara e ho prestato il servizio civile presso la Fondazione Casa di Dio di Via Vittorio  Emanuele II a Brescia. L’esperienza che ho vissuto è stata molto positiva soprattutto perché sono stata tra gli anziani che sanno sempre dare tenerezza ed emozioni. Mi parlavano del loro passato e in questo mi ricordavano tanto la mia nonna che, anche lei come tanti, se ne è andata sola in casa di riposo lo scorso aprile senza che neanche ci potessimo salutare.

    Giocavamo a tombola e preparavo insieme alla mia tutor Laura Maffeis e Rita i cruciverba per loro e li aiutavamo a portarli a termine. Li sentivo tutti un po’ “i miei nonni”. Ho potuto vedere con i miei occhi la commozione dei parenti quando rivedevano il loro familiare dopo tanto tempo quando ancora ci si poteva baciare ed abbracciare prima della pandemia. Il progetto si intitolava “Stringendoti le mani” ma l’assurdità di quest’anno è stata proprio non potersi toccare se non tramite guanti asettici e questo mi ha fatto capire ancora di più l’importanza della vicinanza e del contatto fisico in situazioni di solitudine.

    Il legame più intenso per quanto riguarda il personale si è stabilito con Monica Minoni, che ringrazio di tutto cuore, perché è stata con me particolarmente affettuosa, materna e chiara nelle indicazioni che mi ha dato per collaborare nei vari impegni amministrativi ed io mi sono sentita veramente utile e orgogliosa di quello che ho imparato stando con lei: piccoli compiti ma di grande importanza nella quotidianità di una R.S.A: per esempio la preparazione degli avvisi da affiggere soprattutto per la sicurezza (e quest’anno sono stati innumerevoli come si può immaginare), l’archiviazione dei documenti degli ospiti e la preparazione degli ausili per loro. Non dimenticherò mai questo anno tanto drammatico ma tanto ricco di esperienza umana e ringrazio l’Associazione Mosaico che mi ha dato l’opportunità di viverlo.

    Grazie ancora con tanto affetto

    Barbara Zavaglio

     

    Barbara Zavaglio, ex-volontaria di Servizio Civile Universale, in servizio presso la Fondazione Casa di Dio di Brescia per il progetto "Stringendoti le mani" nell'ambito dell'assistenza agli anziani.

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