volontari

  • Avrei mille cose da dire...

    Avrei mille cose da dire sulla mia esperienza in questo anno passato svolgendo il servizio civile ma mi limiterò a scrivere solo due righe.

    Vorrei ringraziare uno ad uno ogni ragazzo della Comunità ma sono veramente tanti e quindi mi limiterò a scrivere solo una semplice frase ma che racchiude a pieno questo bellissimo anno

    "Ho un cromosoma in più ed è quello della felicità"
     
    Beatrice Ginelli, Volontaria di Servizio Civile Universale - Bando 2018 in servizio presso la Cooperativa Sociale San Martino di Caravaggio (BG) per il progetto: "Enti del privato sociale e disabilità: sinergie comuni rivolte all’autonomia" nell'ambito dell'assistenza ai disabili.
  • Bando 2019 - Materiale volontari

    DOCUMENTI consultabili e scaricabili:

    Settore Progetto integrale PDF

    Registro formazione specifica PDF

    Ambiente

        “IMPATTO ZERO O QUASI"

    Registro
        “PROTEGGI IL TUO AMBIENTE” Registro

    Assistenza adulti e terza età in condizioni di disagio

         
        “IL VALORE DELLA SAGGEZZA” Registro

        "RELAZIONARSI CON LA REALTA'"

    Registro
        "RISCOPRIRE GLI ANGELI” Registro
        “STRINGENDOTI LE MANI” Registro

        “TI SOSTENGO NEL FUTURO”

    Registro
        “VICINO A TE” Registro 

    Assistenza disabili

       
        “CONSORZIO SERVIZI VALCAVALLINA: SINERGIE COMUNI” Registro 
        “ENTI DEL PRIVATO SOCIALE LOMBARDI IN SUPPORTO DELLA RETE TERRITORIALE PER UNA COMUNITA' PIU' INCLUSIVA” Registro 

        “ENTI LOCALI LOMBARDI IN SUPPORTO ALL'AUTONOMIA ED INCLUSIONE DEI DISABILI”

    Registro 
       “UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BERGAMO: INCLUSIONE ACCEDEMICA VALORIZZANDO L'ETEROGENEITA' E I PUNTI DI FORZA DI OGNI STUDENTE” Registro

    Assistenza migranti

        “INTEGRAZIONE NEL TERRITORIO LOMBARDO” Registro 

    Assistenza minori e giovani in condizioni di disagio o di esclusione sociale        

        “ABRACADABRA” Registro 
        “CONTROVENTO” Registro 
        “CRESCERE INSIEME” Registro
        “GIOCO, STUDIO E ..CRESCO” Registro 
        “GUARDA LE STELLE” Registro 
        “HAPPY CHILD” Registro
        “PROGETTO A.B.C.” Registro
        “STRADA... FACENDO” Registro 
        “UN INCONTRO” Registro 

    Assistenza pazienti affetti da patologie invalidanti e/o in fase terminale

        “ANGELS OF HEALTHS” Registro 

    Assistenza persone affette da dipendenze

        “DIPENDERE DALL'AUTONOMIA” Registro

    Assistenza richiedenti asilo

        “VIANDANTE” Registro

    Educazione e promozione culturale  

        "CITTADINI COMPETENTI” Registro
        “GIVE PEACE A CHANCE 2018” Registro 
        “SOSTENIBILITA’” Registro 

    Patrimonio storico, artistico e culturale         

        “C'E' CULTURA NEL TERRITORIO” Registro
        “CHE LA FORZA DEI LIBRI SIA CON VOI” Registro
        “I LIBRI DELLA FANTASIA” Registro 
        “IL PASSAPAROLA DEI LIBRI” Registro 
        “LA FABBRICA DELLE IDEE” Registro 
        “LEGGIAMO INSIEME” Registro 
        “LIBERA I LIBRI!” Registro 
        “LIBRERIAMO” Registro 
        “OGNI LIBRO E' UN VIAGGIO” Registro
        “PRENDI L'ARTE E NON METTERLA DA PARTE” Registro 
        “RESTAURIAMO” Registro 
        “UN LIBRO TIRA L'ALTRO” Registro 

    Protezione civile

        “FUORI PERICOLO” Registro

     

     

  • Grazie a te Lucia!

    "Vi ringrazio molto per quest'anno. Partecipare al progetto "Prove d'Armonia - Servizio civile a favore degli anziani degli Enti del Terzo Settore Lombardo" è stato molto interessante. Mi sono trovata bene con i colleghi.

    Ho inoltre imparato tante attività nuove e grazie a esse ho sconfitto un po' la mia timidezza, migliorando le mie conoscenze personali e lavorative.
    Grazie ancora tanto per avermi dato questa opportunità!

     

    Lucia Esposito

     

  • Grazie volontari!

    A tutti i volontari che ieri hanno terminato l'anno di servizio Civile Universale

    Grazie volontari

  • I nuovi racconti dei volontari SCU di Associazione Mosaico

     

    I nuovi racconti dei volontari SCU di Associazione Mosaico. #noirestiamoconvoi #distantimauniti 

    «Aiutare gli altri nei giorni del Covid mi rende felice» 

     

    Bergamo, 9 aprile 2020

    «Segui ciò che ti rende felice. Oggi, a 19 anni, posso dire che mi rende felice aiutare gli altri senza ricevere nulla in cambio, perché solo un grazie o un sorriso mi riempiono il cuore di gioia». Ikram Bara, volontaria di Servizio Civile Universale in servizio presso la Croce Verde di Ospitaletto (BS) per il progetto "Salute", è una dei 56 ragazze e ragazzi coordinati da Associazione Mosaico di Bergamo che hanno scelto di non interrompere il loro servizio durante i giorni lunghi e difficili del Covid-19.  Associazione Mosaico, nell’ambito dell’iniziativa #noirestiamoconvoi e #distantimauniti, prosegue a raccontare le loro testimonianze sul suo sito e sui social network.

    «Mi sono sempre inserita – continua a raccontare Ikram - in progetti che davano una mano alle persone bisognose, quindi essere entrata a fare parte della Croce Verde è per me un'opportunità di conoscere nuove realtà. Svolgere questo lavoro mi sta permettendo di maturare e accrescere la capacità di mettermi in gioco. Svolgo principalmente i trasporti secondari, e anche in quelle poche ore riesco ad instaurare un rapporto indescrivibile con il paziente. Sono settimane difficili con il Covid, per questo motivo, ora più che mai, mi sento in dovere di aiutare nel mio piccolo chi ne ha bisogno. Questo è ciò che mi rende felice».

    Non mancano anche i racconti degli Olp, gli operatori degli Enti che hanno la responsabilità dei volontari: «Io in quanto Olp mi sento di ringraziare di cuore il nostro volontario in servizio civile che, in questo momento di estrema difficoltà, ci affianca e ci sostiene con una presenza fondamentale», racconta Elena Borini a proposito di Luca Masciadri, volontario di Servizio Civile Universale, presso il Comune di Albavilla (CO) nell'ambito dell'assistenza ai minori. «Condivido tutte le vostre bellissime parole: sarebbe stato facile stare a casa, ma la coscienza civile e il senso di responsabilità hanno prevalso e per questo io e tutta l’amministrazione siamo fieri di collaborare con un ragazzo tanto serio e responsabile al quale, aggiungo, non manca mai un sorriso per chiunque! È veramente un onore averti al nostro fianco in questo periodo. Grazie Luca!».

  • Impariamo dagli anziani: "la vera felicità è sentire il cuore pieno di sentimenti, gratitudine ed emozioni"

    Ho concluso oggi 14 gennaio 2020 la mia esperienza di SCU presso la Fondazione Centro per Accoglienza anziani di Lonate Pozzolo.

    Un anno, 365 giorni, di costante impegno per il progetto "Prove di Armonia" che mi ha riempito le giornate ma anche il cuore.

    In molti casi proprio di prove si è trattato: non sempre è stato facile vivere in un luogo in cui le persone trascorrono gli ultimi anni della propria vita. Un luogo, che per molte persone è preludio di tristezza e desolazione, come se una volta entrati fosse necessario fare assoluto silenzio per piombare in una sorta di contemplazione. Un luogo che vive e vede la morte costantemente.

    Io non l'ho vissuta così.

    Le Residenze Sanitarie Assistenziali per anziani sono luoghi vivi, fatti di esperienze, vissuti, desideri non ancora realizzati, piccoli segreti svelati, fatti di PERSONE.

    Essendo la persona il centro di interesse della struttura, di fondamentale importanza risulta essere la RELAZIONE in tutte le sue sfaccettature.

    Ma cos’é stata per me la relazione?

    Ho preso a cuore l'esperienza svolta, dedicando del tempo per conoscere a fondo alcuni degli anziani ospiti della struttura, ascoltandone  le storie, i ricordi, i desideri inespressi.  Perché sì, anche a 90 e 100 anni si possono sognare e desiderare tante cose che, molto spesso, la maggior parte delle persone dá per scontato; ad esempio un abbraccio, una parola di conforto,  un cioccolatino, un torroncino; abbracciare l'amica trasferita  in un reparto diverso, vivendo fino a quel momento nel terrore che la candela della vita fosse per lei stata interrotta; la chiamata di una figlia o una sorella con la quale il rapporto è stato interrotto;  appendere la punta dell'albero di Natale con tutte le difficoltà che comporta lo stare  seduti su di una carrozzina, ricordando i tempi in cui a casa con i nipoti le decorazioni natalizie venivano fatte direttamente sugli enormi alberi del giardino arrampicandosi sulle scale; cantare canzoni della tradizione popolare al microfono senza vergogna;  ballare un tango nel ricordo dei tempi in cui le ragazze si conquistavano chiedendo la mano per un ballo lento durante i pomeriggi d'inverno; cucinare una torta, sforzandosi con tutto l'impegno possibile di ricordare come veniva fatta quando da bambini si abitava in campagna e ricordare con essa anche  il profumo che inebriava ogni abitazione accanto;  accarezzare il volto di un bambino e con occhi lucidi  riempirsi delle sua vivacità e vitalità.

    Desideri semplici, di persone semplici che hanno tanto da insegnare, raccontare e trasmettere, cui basta poco per essere contente e sentirsi importanti, riconosciute ed accettate. Al di là delle patologie, della crisi identitaria, dei vuoti di memoria e del disorientamento ci sono comunque persone con sentimenti che necessitano di rassicurazioni quotidiane, piccoli gesti per rimanere in equilibrio e che sono incredibilmente  grate a chi le aiuta  in tutto questo.

    Ho imparato che gli anziani sono un po' come i bambini, si meravigliano, si commuovono e  gioiscono per le piccole cose; mi è stato detto che sono proprio queste ultime a rendere felici, "la vera felicità non è materiale come sentire le tasche piene di soldi ma emotiva, sentire il cuore pieno di sentimenti  gratitudine ed emozioni",  lasciandosi travolgere da queste ultime proprio come fanno i bambini evitando un mondo asettico, passivo e privo di relazione sincera, vera e appassionata. Impariamo dagli anziani, impariamo dai bambini. 

    Gli anziani mi hanno fatto capire che non è mai troppo tardi per iniziare qualcosa di nuovo , ma non si è mai nemmeno troppo giovani per intraprendere un nuovo cammino perché la vita corre in un  batter d'occhio.

    Ho assistito a decessi e nuovi ingressi in struttura, infatti, il ciclo della comunità così come quello della vita, è in continua mutazione, proprio questo continuo evolversi mi ha portato a vivere una meravigliosa esperienza che senza dubbio porterò nel cuore così come tutte le persone che ne hanno fatto parte. Mi porterò a casa tanti sorrisi, tanto sincero affetto, tanti baci e parole di auguri per il mio futuro ma soprattutto i "grazie di cuore per l'amore che ci hai dato"; niente peró in confronto alla gioia che si prova nell'aiutare il prossimo e all'amore che inconsapevolmente questi anziani hanno trasmesso a me. Uno scambio reciproco, scambio di generazione, che spesso viene trascurato ma che invece è fondamentale soprattutto al giorno d'oggi in cui vi è una perdita di valori e di punti di riferimento.  Fondamentale come vedere queste persone in veste di risorse e non come ostacolo e peso per la società. Perché sono il nostro passato, le nostre origini, sono la storia e dalla storia si può solo imparare. 

    Greta Barella, Volontaria di Servizio Civile Universale - Bando 2018 in servizio presso la Fondazine Centro di accoglienza per anziani Onlus di Lonate Pozzolo (VA) per il progetto: "Prove d'Armonia" nell'ambito dell'assistenza agli anziani.

  • Le selezioni per la Leva Civica regionale si fanno ”da remoto”

    selezioni

    La ripartenza, in sicurezza e in modalità “Covid-19”, per Associazione Mosaico, Ente di Servizio Civile e Leva Civica, ormai è una realtà compiuta.
    Infatti nella mattinata di ieri, grazie all’utilizzo della piattaforma Zoom, abbiamo svolto la prima sessione di selezione su alcune posizioni di Leva civica, rimaste “ferme” a febbraio per l’emergenza Coronavirus.
    Al colloquio con i selezionatori di Associazione Mosaico, Sara Polattini e Dario Delle Donne, vi erano quattro aspiranti volontarie.
    “Quello che ha vissuto il nostro territorio, durante l’emergenza, ci impone di reinventare il nostro lavoro: una sfida che vogliamo vincere per le nostre comunità” afferma Sara.
    “Non ci sono state particolari difficoltà, i nostri giovani sono portati all'utilizzo della telematica” prosegue. “Le ragazze erano tranquille, è stato positivo anche il fatto di trovarsi a casa loro”.
    Analoghe le impressioni di Dario, che racconta come si è svolta la selezione: “Abbiamo dato appuntamento alle candidate alle 10, in rete su Zoom. Dopo una prima fase di presentazione, le giovani si sono presentate sulla base di una nostra scaletta, ed al termine hanno compilato un questionario motivazionale online e ce l’hanno inviato in formato digitale. Terminata la prima fase e valutati i singoli profili le nostre valutazioni saranno ora inviate direttamente alla sede di attuazione progetto presso il quale le volontarie vorrebbero prestare servizio, per la seconda fase di selezione. Qui il colloquio, essendo individuale, si effettuerà ‘in presenza'”.
    “È filato tutto liscio - conclude il selezionatore di Associazione Mosaico – le ragazze erano pronte e a loro agio”.
    Grande soddisfazione anche da parte del presidente di Associazione Mosaico, Claudio Di Blasi. “Siamo i primi in Lombardia ad aver sperimentato le selezioni per la Leva Civica Regionale in modalità telematica. Dobbiamo ringraziare la Direzione Famiglia di Regione Lombardia per aver accolto positivamente la nostra proposta di sperimentazione”.
    “Quanto sperimentato verrà replicato nelle prossime settimane e può essere da esempio anche a livello nazionale, per il Servizio Civile Universale” sottolinea Claudio Di Blasi “La procedura concordata con Regione Lombardia fornisce notevoli garanzia di trasparenza: infatti la sessione di selezione viene registrata, rimanendo agli atti. Inoltre ai funzionari regionali è stata fornita la password che permetteva loro di ‘visitarci a sorpresa’ durante l’incontro di selezione, per controllare che tutto fosse svolto nel modo migliore.”
    “Covid-19 è una brutta bestia”, conclude il Presidente di Mosaico. “Lo sconfiggeremo non solo ricominciando, ma soprattutto migliorando il nostro modo di fare Leva civica e Servizio civile”.

  • Nei lunghi giorni del Covid-19 I volontari del Servizio Civile Universale coordinati da Associazione Mosaico si raccontano

     

    Nei lunghi giorni del Covid-19

     I volontari del Servizio Civile Universale coordinati da Associazione Mosaico si raccontano

     

    Bergamo, 2 aprile 2020

    Sono animati da una fortissima carica, da una grande motivazione, dall’entusiasmo e anche dalla giusta dose di coraggio. Sono i 56 volontari del Servizio Civile Universale coordinati da Associazione Mosaico di Bergamo che hanno scelto di rimanere al loro posto in questi lunghi giorni dell’emergenza Covid-19. A tutti i ragazzi coinvolti, impegnati in particolare nei progetti relativi all’assistenza e al soccorso, sono garantiti i presidi necessari e così i volontari possono svolgere il loro compito in piena sicurezza. Altri volontari sono in servizio in smart working e si dedicano in particolare ad iniziative di sostegno all’ospedale di Bergamo.  Associazione Mosaico, sui propri canali informativi, sul sito e sui social network, lascia la parola alle ragazze e ai ragazzi in servizio a proposito della loro esperienza e delle loro emozioni. Queste le prime due testimonianze. “Amo il mio lavoro, aiutare il prossimo”, racconta Marianna Ambu, in servizio presso il Consorzio La Cascina di Villa d'Almè (BG), progetto assistenza disabili. “Adesso sono tempi duri perché c’è il coronavirus. I nostri ospiti vorrebbero uscire e svolgere le loro attività ma non è possibile. Noi cerchiamo di tirarli su di morale sorridendo sempre e scherzando con loro, festeggiando i compleanni. Non ci arrendiamo noi abbiamo tutta la forza e la speranza che tutto questo passerà. Ciao da parte di Marianna Ambu e dei miei ospiti”.  “Non so se siano i loro sorrisi rassicuranti celati dietro le mascherine, i loro dolci occhi o lo sguardo di chi nella vita ne ha passate tante – dice Labib Wassili Morgan Hilary, volontaria presso il comune di Mozzanica (BG), per il progetto “Assistenza adulti e terza età in condizioni di disagio” -  ma so di per certo che tutta la positività e la serenità che cerco di trasmettere ogni volta che consegno ad ognuno di loro il pasto quotidiano, mi vengono restituite con ancor più forza e amore. Mi ringraziano sempre prima di dirmi: “ci vediamo domani!”, ma sono io a dover ringraziare loro per tutta la fiducia, la speranza e il buonumore che mi regalano ogni giorno. Questa emergenza Covid-19 è davvero dura, ma ne usciremo; più forti, consapevoli e uniti di prima. Un caloroso abbraccio virtuale da Hilary Labib”.

  • Non è importante per chi, l'importane è essere d'aiuto!

    Mirko Pedrocchi

    Il mio progetto "Gioco, Studio e... Cresco" , avendo a che fare con minori e famiglie di minori, è stato riconvertito per l'emergenza Covid-19.
    Sono stato reindirizzato presso l'ufficio in cui lavora anche la mia OLP e mi è stato chiesto di aiutare a svolgere diversi servizi, alcuni nuovi, nati a causa dell'emergenza, altri in carenza di volontari a causa della stessa.
    Il mio compito principale è tutt'oggi di coordinare i volontari della Protezione Civile affinché si occupino dei cittadini in difficoltà (anziani, soli o con problemi di salute, Covid positivi,...) per il servizio di spesa, di  ritiro e consegna farmaci a domicilio, non potendo loro uscire di casa. Ad oggi abbiamo evaso in totale più di 150 richieste di questo tipo. Un altro compito che mi è stato chiesto di svolgere è stato il servizio di consegna pasti a domicilio (sempre rivolto a persone sole e anziane) che già i Servizi Sociali avevano attivato, ma che aveva subìto importanti decimazioni temporanee dei volontari coinvolti giornalmente nel servizio. Per fortuna ora me ne occupo molto meno perché i volontari sono in gran parte rientrati. Tra vari compiti minori ho consegnato alcuni pacchi della Caritas a famiglie in grave difficoltà e sono spesso al telefono per dare informazioni a persone residenti per la richiesta dei Buoni Spesa presso il nostro comune. Ovviamente preferirei proseguire con il progetto originario ma mi trovo bene anche in quello che sto facendo al momento. A fine giornata magari si è un po' più provati con tutte le telefonate che arrivano, ma si ha comunque la sensazione di essere d'aiuto, anche perché altrimenti sarei a casa a girarmi i pollici. Invece sto facendo esperienza in un ambiente di lavoro importante e le cose da fare non mancano di certo!
    Ringrazio naturalmente la mia OLP e tutte le colleghe dell'ufficio per la fiducia mostratami e per l'opportunità che mi hanno dato. Ringrazio anche tutti i volontari della Protezione Civile con cui ho a che fare, ragazzi volenterosi e sempre disponibili a dare una mano. Ringrazio infine il gruppo del Trasporto Amico (servizio pasti) per avermi accolto nel gruppo e avermi reso partecipe di questo servizio in tempi così ostili.
     

    Pedrocchi Mirko, volontario di Servizio Civile Universale per il Comune di Clusone (BG)

  • NUNTIAMUS VOBIS GAUDIUM MAGNUM: MOSAICO EST PROBATUS!!!

    Nella foto: Il Presidente Claudio Di Blasi sfoggia il vessillo di Associazione Mosaico, a celebrazione dell’evento. La foto di gruppo con tutti i collaboratori non la si è potuta realizzare perché stiamo lavorando nel 99% dei casi in smart working: a Bergamo e in Lombardia abbiamo “qualche problemino” con il Corona Virus.

    Per certe notizie occorre sfoderare la lingua delle grandi occasioni, ovvero il latino.

    La traduzione libera, per chi non ha dimestichezza con il linguaggio di Cicerone, è semplice: “Abbiamo una notizia che vi renderà felici. Associazione Mosaico è ente iscritto all’Albo degli enti di Servizio Civile Universale – sezione Regione Lombardia”

    Insomma siamo a tutti gli effetti, a partire da ieri, ente accreditato dello S.C.U. (che sta per Servizio Civile Universale): potremo presentare progetti, gestire operatori del servizio civile, formarli, ai sensi della nuova normativa.

    Aggiungiamo un “finalmente”.

    La richiesta l’abbiamo presentata il 17 gennaio 2019: una richiesta a cui erano allegati circa 1800 documenti!

    Ci sono voluti esattamente 14 (quattordici) mesi per ricevere la lieta novella, ovvero 8 (otto) mesi in più di quelli previsti dalla normativa vigente per lavorare una pratica del genere.

    Ma noi siamo ottimisti: ritardi di questo genere non si verificheranno nel futuro, si tratta di infortuni dovuti all’avvio di una normativa nuova e che, a regime, non potrà che essere smart and friendly!

    Ma parliamo di numeri, lasciando la parola al presidente di Associazione Mosaico, Claudio Di Blasi: “Associazione Mosaico è, per dimensioni, il primo ente della Sezione Lombardia dell’Albo degli enti di Servizio Civile Universale”.

    “Nel nostro sistema di accreditamento sono inseriti 274 enti di accoglienza, pubblici e privati, con 648 sedi di attuazione.” prosegue Claudio Di Blasi “La professionalità della struttura è garantita da 34 figure accreditate: formatori, selettori, responsabili della formazione e della comunicazione informatica, ecc. ecc.”

    “I nostri prossimi obiettivi sono semplici” conclude il presidente di Mosaico “Il primo per importanza è supportare i volontari di servizio civile e leva civica impegnati nei progetti per il contrasto all’epidemia di Corona Virus. Nel frattempo concluderemo l’elaborazione dei progetti di servizio civile universale da presentare entro il prossimo 16 aprile. Infine, ma non per importanza, pensare a come servizio civile e leva civica possano contribuire alla ricostruzione delle terre lombarde, quando ci lasceremo alle spalle la battaglia, che vinceremo, contro il COVID-19”

  • Resoconto della mia esperienza di servizio civile

    Da gennaio 2019 a gennaio 2020 ho svolto il Servizio Civile Universale presso il comune di Misano di Gera d’Adda, mi occupavo di Assistenza agli anziani tramite un progetto chiamato “La filanda – Servizio Civile a favore degli anziani degli Enti locali lombardi”. Le mie mansioni erano tra le più varie, certamente la missione principale ritengo sia stata il mantenimento delle risorse e del benessere psicologico in soggetti con fragilità. Secondariamente la mia attività consisteva in un supporto pratico e immediato alle necessità giornaliere. Ho passato buona parte delle ore di servizio in momenti di condivisione del tempo insieme, in attività semplici ma benefiche come passeggiate e conversazioni. I momenti di dialogo erano in alcuni casi semplici conversazioni sulla vita quotidiana, i vari impegni, gusti personali e attualità. Molto spesso però il dialogo è stata una vera e propria forma di confronto psicologico sul presente, le difficoltà che la vecchiaia porta con te, ma anche di racconto e revisione del passato.

    Dall’altro lato io ero una fonte inesauribile di aiuto, per offrire assistenza fondamentale e giornaliera come andare a fare la spesa, altre piccole commissioni, ritirare e comprare per loro i farmaci prescritti.

    Un anno di servizio ha prodotto molteplici riflessioni che ruotano intorno ad alcuni temi fondamentali che ritengo siano punti centrali del mio percorso:

    • La vecchiaia e la malattia. Ognuno degli utenti seguiti è in qualche modo malato, alcuni hanno malattie che in età adulta sono facilmente gestibili, ma con il passare del tempo si aggravano e appesantiscono fisico e mente (es. Ipertensione, diabete); in altri casi il disturbo è prodotto da malattie degenerative (es. cecità, artrosi); in altri ancora, la malattia è interiore (disturbi psichiatrici, depressione). L’utente anziano è da un lato appesantito dai mali fisici che rendono difficoltosa anche la più semplice delle attività come camminare, dall’altro costantemente logorato da mali più infidi e silenziosi, che a poco a poco possono scalfirlo. È sicuramente il caso della malinconia che facilmente può trasformarsi in disturbi più gravi come la depressione. Il senso di solitudine è l’acerrimo nemico dell’anziano, a prescindere dai disturbi che deve gestire: ho imparato che la compagnia, o semplicemente la consapevolezza che c’è qualcuno che andrà a trovarli ed aiutarli può rivelarsi il farmaco più efficace per il loro benessere.

    Mi appello dunque ai figli e parenti delle persone anziane: anche se stanno male, sono stanchi e predisposti al lamento, non lasciateli mai soli, portate pazienza e siate la loro ancora di salvezza.

    • Fare i conti col passato e adattarsi al presente. Utenti anziani nati nella prima metà del 900 hanno vissuto a pieno le difficoltà della II Guerra Mondiale e l’estrema povertà lasciata in seguito al conflitto. Parlare con loro del passato è importante, neurologicamente per mantenere attiva la loro memoria a lungo termine e stimolarli cognitivamente, ma anche psicologicamente per aiutarli ad autovalutare il loro livello di benessere, ad accogliere l’evoluzione della vita, ciò che di buono hanno raggiunto tramite estremi sacrifici. Emergerà sicuramente la nostalgia di quei tempi in cui “si stava meglio quando si stava peggio”, ma anche la contentezza di potersi meritare il riposo della terza età. Ho notato spesso anche un certo livello di disprezzo nei confronti del mondo attuale, troppo ricco di beni materiali ma povero di spirito a loro avviso. Il costante contatto dell’utenza con ragazzi giovani come i prestatori di Servizio civile non può che fare loro bene e mantiene costantemente in contatto con il presente, i cambiamenti generazionali e le nuove mode. Il rischio dell’anziano solo è che nemmeno sia consapevole dei cambiamenti in atto nella società in cui vive. 
    • Il lutto e la morte: la morte è come una foschia che costantemente si aggira nella mente dell’anziano, ne sente sempre addosso la puzza appestante e ci pensa spesso. Per svolgere questo servizio è fondamentale imparare a parlare della morte. La morte circonda anche l’anziano vivente perché vede intorno a se altri amici e parenti cari che se ne vanno. È statisticamente molto probabile che qualche utente, o coniugi degli stessi possano morire mentre si svolge il servizio e per quanto il tempo passato insieme sia stato poco il dolore si fa sentire. Nel mio caso due utenti sono morti durante il mio mandato, porterò nel cuore l’ultimo saluto che sono riuscita a dare ad uno di questi. Mentre gli stringevo forte la mano e lo baciavo sulla fronte sentivo dentro di me la consapevolezza che non lo avrei più rivisto, ma ho trovato la forza di lasciarlo andare con un buon livello di pace e accettazione perché questa è la vita.

    Consigli e indicazioni:

    Sulla base della mia esperienza mi sento di lasciare una serie di consigli o perlomeno aprire il dibattito in merito ad alcune tematiche.

    Il livello di preparazione: è possibile svolgere al meglio questo servizio senza una preparazione pregressa nel settore sociale? Si, ma non al meglio. Ho verificato sulla mia pelle che le conoscenze pregresse date dal mio percorso scolastico (in psicologia) sono state fondamentali per svolgere più facilmente ed in autonomia i compiti. La formazione proposta da associazione Mosaico e dall’Ente è d’aiuto ma abbisogna di altre conoscenze complementari.

    Durata e contratto: il servizio civile universale è la forma di contratto ideale per prendere in mano un progetto di questo tipo? Non sono riuscita a darmi una risposta convincente. Innanzitutto, sono ben consapevole che gli Enti pubblici siano in difficoltà economica e spesso il SCU è l’unico modo per poter fornire un servizio alla persona e altre forme contrattuali sarebbero troppo onerose.

    Contro: penso che il distacco tra volontario in servizio e utenza anziana sia doloroso per entrambi alla fine dell’esperienza e pone gli anziani in una condizione di malessere data da pensieri malinconici ed abbandonici. Certamente un contratto a tempo indeterminato permetterebbe continuità e stabilità, anche per evitare complicati passaggi di consegna.

    Pro: l’anziano ha bisogno di essere costantemente stimolato e di non arenare mente e corpo nell’abitudine. Ogni volontario nuovo è portatore di nuovi stimoli, bisogni, attivazioni e forme di comunicazione che tengono attivo l’anziano e lo spronano a far sentire la propria voce ed impegnarsi nella costruzione di un legame positivo. Banalmente: ogni nuovo volontario di Servizio civile è un nuovo amico, fonte di comunicazione, confronto e, si spera, sostegno benefico.

    In conclusione, la mia esperienza di Servizio civile è stata positiva e l’elasticità di orario e la completa disposizione dell’Ente in cui ho operato mi hanno permesso di continuare a studiare e in parte frequentare i corsi universitari senza dover abbandonare, o mettere completamente in pausa, il percorso di studi.

    Grazie a tutti voi che siete stati parte del mio viaggio in questa esperienza. Non dimenticherò mai cosa vuol dire svolgere il Servizio Civile.
    Lucia Sala, Volontaria di Servizio Civile Universale - Bando 2018 in servizio presso il comune di Misano di Gera d’Adda (BG) per il progetto: “La filanda – Servizio Civile a favore degli anziani degli Enti locali lombardi”.

     

  • RIPARTONO IL SERVIZIO CIVILE E LA LEVA CIVICA DI MOSAICO: ECCO I NOSTRI NUMERI

     

     

    NUMERI

    In queste settimane Associazione Mosaico, in sinergia con gli enti associati, ha valutato quando e con quali modalità riavviare i progetti di Servizio Civile e Leva Civica, interrotti per l’emergenza Coronavirus. Come siamo messi?

    Per quanto riguarda il Servizio Civile Universale, su 394 operatori del Servizio Civile hanno ripreso il loro servizio in 167, pari al 42%. Degli operatori attivi, 49 (pari al 29%) operano da remoto (modalità smart-working), 91 (il 54%) hanno ripreso le loro attività sul territorio, mentre i restanti 27 (16%) operano in modalità mista. Sempre per ciò che riguarda il Servizio Civile, 120 giovani (ovvero il 72%) stanno svolgendo le attività previste dal progetto, mentre i restanti 47 (28%) hanno avuto le loro attività rimodulate per far fronte all’emergenza Coronavirus.

    Passiamo alla Leva Civica autofinanziata, dove su 126 giovani sono 37 (pari al 29% del totale) quelli che hanno ripreso la leva. Dei volontari in Leva Civica riavviati, il 57% (21 giovani) sta operando nelle sedi di servizio, il 38% (14 ragazzi/e) operando da remoto, mentre 2 (5% del totale) erano in modalità mista. L’84% dei volontari in Leva Civica “riavviati”, pari a 31 unità, sta svolgendo le attività previste dal progetto, mentre i restanti 6 (pari al 16%) hanno avuto le loro attività rimodulate per far fronte alla emergenza Coronavirus. Ovviamente tutti i volontari, sia del Servizio Civile che della Leva Civica, operanti sul territorio sono dotati dei Dispositivi di Protezione Individuale necessari.

     

     

     

  • Spero in un mondo migliore abitato da persone più umane

    Che cosa dire di questo periodo? È successo un qualcosa di assolutamente imprevisto che ci ha costretto a fermarci. Mi piace pensare che ogni cosa, anche la più terribile, abbia un senso e perciò penso che anche questa epidemia non sia cascata giù dal cielo senza un motivo. La prima cosa che mi viene in mente è che la maggior parte delle persone dopo la spensieratezza dell'infanzia entra in una sorta di tunnel fino alla vecchiaia in cui è talmente presa dalle cose che non si ferma mai un attimo a riflettere, non si siede mai a pensare "sono sereno?", "Cosa potrei fare per esserlo?". Si è talmente presi dalla routine quotidiana, dai progetti e dagli impegni, che si procede con il pilota automatico, scordandoci che essere sereni è un nostro diritto. La mia speranza quindi è che questo evento ad un primo sguardo sicuramente negativo (per diversi motivi) sia anche servito a tanti per migliorare in qualche maniera la propria vita e che il mondo non torni quello di prima, ma diventi in qualche modo migliore, abitato da persone più umane. Purtroppo da fine febbraio sono fermo con la Leva Civica, spero di riprendere quanto prima. Le mie giornate trascorrono tra lavori in casa, letture e serie tv. Sinceramente la limitazione della libertà che è stata imposta nell'emergenza l'ho sentita molto ed è stato difficile per un camminatore come me rinunciare all'aria aperta e spero vivamente che presto non saranno più necessarie queste norme. 

     Meditazione

     

    William Colombo, volontario di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso Cooperativa La Vecchia Quercia (LC) "GIOVANI IN CAMPO 2019" nell'ambito delle attività di assistenza e servizio sociale

     
  • Un passo alla volta per riportare la serenità

    Giulia ArpiniNoi giovani non siamo visti di buon occhio dai più adulti e ancora di più dagli anziani. "Stanno sempre ai cellulari", "Non fanno mai nulla di buono" e "Che gioventù sprecata" sono le frasi principali che si sentono pronunciare da coloro che hanno qualche anno in più, soprattutto quando stiamo cercando di migliorare o cambiare, nel nostro piccolo, ciò che loro stessi hanno prodotto o addirittura sostenuto. Posso invece negare sul fatto che ci sono ragazzi della nostra età che fanno da simbolo (principalmente coloro che hanno i capelli colorati, rasati o con acconciature particolari, piercing sul viso e tatuaggi dipinti su tutto il corpo) alla tipica frase "questo ragazzo/questa ragazza che non avrà un futuro", eppure, magari, sono loro stessi che nei pomeriggi liberi vanno a raccontare fiabe negli asili o vanno a fare due chiacchiere con i nonni del paese, ascoltando le loro storie riguardanti la Seconda guerra mondiale. Questa era una piccola premessa per dire semplicemente che oltre ad aiutare coloro che sono in difficoltà di qualsiasi tipo, proteggere l'ambiente, progettare un futuro migliore, noi ragazzi, indipendentemente dai nostri capelli o da come vogliamo decorare la nostra pelle, cambieremo il futuro un passo alla volta per riportare la serenità di una volta. Ne approfitto per raccontare la mia esperienza prima e durante l'emergenza Covid-19. Iscritta al Servizio Civile il 15 gennaio di quest'anno, andavo personalmente a trovare i concittadini del mio paese per due chiacchiere. Ognuno la prendeva in modo diverso, chi mi attendeva con gioia sulla soglia della porta o sulla loro poltroncina davanti alla televisione o con chi, dato il loro carattere solitario, si faceva solo due parole alla finestra. Sono tutte persone over65 che per un problema o per l'altro si sono ritrovate sole e hanno la sensazione di essere escluse dal mondo. Come volontaria, andavo per un'oretta a casa di questi cari e con loro parlavamo di tutto; ricordi passati, amici d'infanzia, avventure da adolescenti o semplicemente spettegolavamo sul programma in televisione. Niente di che, potreste dire, eppure questi carissimi nonni sono quelli che si avvicinano sempre di più all'età della solitudine e del rinchiudersi in casa e avere qualcuno che, anche solo una volta al giorno, viene a scambiare due parole, può veramente farli sentire di nuovo in contatto con il mondo. Nella situazione attuale di difficoltà le chiacchiere si sono ridotte a poche parole scambiate ai rispettivi cancelli dei cittadini che richiedono aiuto per la consegna a domicilio dei medicinali che in questo momento sono tra le cose di cui hanno più bisogno. Ci sono altre mille parole da raccontare, come gli incontri giornalieri con le farmaciste, i medici che ormai mi vedono almeno una volta al giorno e le numerose chiamate in ufficio con l'Assistente Sociale, ma non voglio dilungarmi oltre e rubarvi altro prezioso tempo. Concludo con il ringraziare di cuore coloro che ci stanno guidando in questa esperienza unica e particolare e un caloroso abbraccio virtuale (bisogna rispettare le distanze!).

    Giulia Arpini, volontaria di Servizio Civile Universale, in servizio presso il Comune di Misano Gera d'Adda (BG) per il progetto "Vicino a te" nell'ambito dell'assistenza ad adulti e terza età in condizioni di disagio

     

  • Una sala piena di futuro. L'accoglienza dei volontari in SCU 2020 della provincia di Bergamo

    Benvenuti ragazzi! A Bergamo, presso la Sala Traini del Palazzo del Credito Bergamasco, si è svolta ieri l'accoglienza dei 160 volontari che il 15 gennaio hanno iniziato a prestare il Servizio Civile Universale in tutta la Provincia di Bergamo. I primi ottanta hanno partecipato in mattinata, altri ottanta nel pomeriggio. Un caro augurio a tutti per la nuova esperienza da parte dello staff di Associazione Mosaico.

    Mattina 1

     

    Pomeriggio

     

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