TESTIMONIANZE SERVIZIO CIVILE

Aiutare chi ha bisogno mi rende felice

ikram sito testimSegui ciò che ti rende felice. Oggi, a 19 anni, posso dire che mi rende felice aiutare gli altri senza ricevere nulla in cambio, perché solo un grazie o un sorriso mi riempiono il cuore di gioia. Mi sono sempre inserita in progetti che davano una mano alle persone bisognose, quindi essere entrata a fare parte della Croce Verde è per me un'opportunità di conoscere nuove realtà. Svolgere questo lavoro mi sta permettendo di maturare e accrescere la capacità di mettermi in gioco. Svolgo principalmente i trasporti secondari, e anche in quelle poche ore riesco ad instaurare un rapporto indescrivibile con il paziente. 

Sono settimane difficili con il Covid, per questo motivo, ora più che mai, mi sento in dovere di aiutare nel mio piccolo chi ne ha bisogno. Questo è ciò che mi rende felice. Colgo l'occasione per ringraziare il presidente dell'associazione, Maurizio Falappi, nonché tutti i volontari della Croce Verde di Ospitaletto.

Un saluto speciale anche a voi di Mosaico.

 

 

 

Ikram Bara, volontaria di Servizio Civile Universale - bando 2019, in servizio presso la Croce Verde di Ospitaletto (BS) per il progetto "Salute".

Fiducia, speranza e buonumore!

Hilary Labib ok"Non so se siano i loro sorrisi rassicuranti celati dietro le mascherine, i loro dolci occhi o lo sguardo di chi nella vita ne ha passate tante, ma so di per certo che tutta la positività e la serenità che cerco di trasmettere ogni volta che consegno ad ognuno di loro il pasto quotidiano, mi vengono restituite con ancor più forza e amore. Mi ringraziano sempre prima di dirmi: ”ci vediamo domani!”, ma sono io a dover ringraziare loro per tutta la fiducia, la speranza e il buonumore che mi regalano ogni giorno. Questa emergenza COVID-19 è davvero dura, ma ne usciremo; più forti, consapevoli e uniti di prima.Un caloroso abbraccio virtuale da Hilary Labib ❤❤❤"

 

 

 

 

 

 

 Labib Wassili Morgan Hilary, volontaria di Servizio Civile Universale - bando 2019, in servizio presso il comune di Mozzanica (BG), per il progetto "Assistenza adulti e terza età in condizioni di disagio".

 

Marianna Ambu tra i nostri bellissimi volontari!

AMBU testimonianza"Amo il mio lavoro aiutare il prossimo. Adesso sono tempi duri perché c'è il coronavirus. I nostri ospiti vorrebbero uscire e svolgere le loro attività ma non è possibile. Noi cerchiamo di tirarli su di morale sorridendo sempre e scherzando con loro, festeggiando i compleanni. Non ci arrendiamo noi abbiamo tutta la forza e la speranza che tutto questo passerà. Ciao da parte di Marianna Ambu e i miei ospiti ❤ "

Ed eccoli qui i nostri fantastici volontari che, sebbene potrebbero restare a casa ricevendo comunque l'indennità di servizio, hanno scelto di continuare a svolgere le proprie attività.

La nostra prima eroina si chiama Ambu Marianna ed è in servizio presso il Consorzio La Cascina di Villa d'Almè (BG) progetto assistenza disabili. Grazie Ambu sei semplicemente fantastica!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

Grazie a te Lucia!

"Vi ringrazio molto per quest'anno. Partecipare al progetto "Prove d'Armonia - Servizio civile a favore degli anziani degli Enti del Terzo Settore Lombardo" è stato molto interessante. Mi sono trovata bene con i colleghi.

Ho inoltre imparato tante attività nuove e grazie a esse ho sconfitto un po' la mia timidezza, migliorando le mie conoscenze personali e lavorative.
Grazie ancora tanto per avermi dato questa opportunità!

 

Lucia Esposito

 

Impariamo dagli anziani: "la vera felicità è sentire il cuore pieno di sentimenti, gratitudine ed emozioni"

Ho concluso oggi 14 gennaio 2020 la mia esperienza di SCU presso la Fondazione Centro per Accoglienza anziani di Lonate Pozzolo.

Un anno, 365 giorni, di costante impegno per il progetto "Prove di Armonia" che mi ha riempito le giornate ma anche il cuore.

In molti casi proprio di prove si è trattato: non sempre è stato facile vivere in un luogo in cui le persone trascorrono gli ultimi anni della propria vita. Un luogo, che per molte persone è preludio di tristezza e desolazione, come se una volta entrati fosse necessario fare assoluto silenzio per piombare in una sorta di contemplazione. Un luogo che vive e vede la morte costantemente.

Io non l'ho vissuta così.

Le Residenze Sanitarie Assistenziali per anziani sono luoghi vivi, fatti di esperienze, vissuti, desideri non ancora realizzati, piccoli segreti svelati, fatti di PERSONE.

Essendo la persona il centro di interesse della struttura, di fondamentale importanza risulta essere la RELAZIONE in tutte le sue sfaccettature.

Ma cos’é stata per me la relazione?

Ho preso a cuore l'esperienza svolta, dedicando del tempo per conoscere a fondo alcuni degli anziani ospiti della struttura, ascoltandone  le storie, i ricordi, i desideri inespressi.  Perché sì, anche a 90 e 100 anni si possono sognare e desiderare tante cose che, molto spesso, la maggior parte delle persone dá per scontato; ad esempio un abbraccio, una parola di conforto,  un cioccolatino, un torroncino; abbracciare l'amica trasferita  in un reparto diverso, vivendo fino a quel momento nel terrore che la candela della vita fosse per lei stata interrotta; la chiamata di una figlia o una sorella con la quale il rapporto è stato interrotto;  appendere la punta dell'albero di Natale con tutte le difficoltà che comporta lo stare  seduti su di una carrozzina, ricordando i tempi in cui a casa con i nipoti le decorazioni natalizie venivano fatte direttamente sugli enormi alberi del giardino arrampicandosi sulle scale; cantare canzoni della tradizione popolare al microfono senza vergogna;  ballare un tango nel ricordo dei tempi in cui le ragazze si conquistavano chiedendo la mano per un ballo lento durante i pomeriggi d'inverno; cucinare una torta, sforzandosi con tutto l'impegno possibile di ricordare come veniva fatta quando da bambini si abitava in campagna e ricordare con essa anche  il profumo che inebriava ogni abitazione accanto;  accarezzare il volto di un bambino e con occhi lucidi  riempirsi delle sua vivacità e vitalità.

Desideri semplici, di persone semplici che hanno tanto da insegnare, raccontare e trasmettere, cui basta poco per essere contente e sentirsi importanti, riconosciute ed accettate. Al di là delle patologie, della crisi identitaria, dei vuoti di memoria e del disorientamento ci sono comunque persone con sentimenti che necessitano di rassicurazioni quotidiane, piccoli gesti per rimanere in equilibrio e che sono incredibilmente  grate a chi le aiuta  in tutto questo.

Ho imparato che gli anziani sono un po' come i bambini, si meravigliano, si commuovono e  gioiscono per le piccole cose; mi è stato detto che sono proprio queste ultime a rendere felici, "la vera felicità non è materiale come sentire le tasche piene di soldi ma emotiva, sentire il cuore pieno di sentimenti  gratitudine ed emozioni",  lasciandosi travolgere da queste ultime proprio come fanno i bambini evitando un mondo asettico, passivo e privo di relazione sincera, vera e appassionata. Impariamo dagli anziani, impariamo dai bambini. 

Gli anziani mi hanno fatto capire che non è mai troppo tardi per iniziare qualcosa di nuovo , ma non si è mai nemmeno troppo giovani per intraprendere un nuovo cammino perché la vita corre in un  batter d'occhio.

Ho assistito a decessi e nuovi ingressi in struttura, infatti, il ciclo della comunità così come quello della vita, è in continua mutazione, proprio questo continuo evolversi mi ha portato a vivere una meravigliosa esperienza che senza dubbio porterò nel cuore così come tutte le persone che ne hanno fatto parte. Mi porterò a casa tanti sorrisi, tanto sincero affetto, tanti baci e parole di auguri per il mio futuro ma soprattutto i "grazie di cuore per l'amore che ci hai dato"; niente peró in confronto alla gioia che si prova nell'aiutare il prossimo e all'amore che inconsapevolmente questi anziani hanno trasmesso a me. Uno scambio reciproco, scambio di generazione, che spesso viene trascurato ma che invece è fondamentale soprattutto al giorno d'oggi in cui vi è una perdita di valori e di punti di riferimento.  Fondamentale come vedere queste persone in veste di risorse e non come ostacolo e peso per la società. Perché sono il nostro passato, le nostre origini, sono la storia e dalla storia si può solo imparare. 

Greta Barella, Volontaria di Servizio Civile Universale - Bando 2018 in servizio presso la Fondazine Centro di accoglienza per anziani Onlus di Lonate Pozzolo (VA) per il progetto: "Prove d'Armonia" nell'ambito dell'assistenza agli anziani.

Avrei mille cose da dire...

Avrei mille cose da dire sulla mia esperienza in questo anno passato svolgendo il servizio civile ma mi limiterò a scrivere solo due righe.

Vorrei ringraziare uno ad uno ogni ragazzo della Comunità ma sono veramente tanti e quindi mi limiterò a scrivere solo una semplice frase ma che racchiude a pieno questo bellissimo anno

"Ho un cromosoma in più ed è quello della felicità"
 
Beatrice Ginelli, Volontaria di Servizio Civile Universale - Bando 2018 in servizio presso la Cooperativa Sociale San Martino di Caravaggio (BG) per il progetto: "Enti del privato sociale e disabilità: sinergie comuni rivolte all’autonomia" nell'ambito dell'assistenza ai disabili.

LEVA CIVICA O SERVIZIO CIVILE... L'IMPORTANTE È METTERSI IN GIOCO!

Oggi vogliamo proporvi il bellissimo messaggio di ringraziamento inviatoci dalla nostra volontaria Paola Patrizia Riva, dopo la fine del suo percorso di Servizio civile. Cogliamo l'occasione per ringraziare lei e tutti i volontari e volontarie che mettono impegno e passione in quello che fanno! GRAZIE!

Gentili tutti di Mosaico
Dopo due anni di collaborazione (prima in Comune ad Arcore con leva civica, poi leva civica autofinanziata e successivamente in Biblioteca ad Arcore con servizio civile) sono qui a scrivervi un grazie sincero e di tutto cuore.
Da quando ho varcato la soglia del vostro ufficio a Bergamo per il primo colloquio di selezione fino al termine del mio percorso ho sempre trovato in voi persone sorridenti, competenti e sempre attente alle mie necessità.
Non scorderò mai questa bellissima esperienza, spero ci sia modo, chissà come chissà quando, di collaborare assieme anche se ho passato la fatidica soglia dei 29 anni.
Vorrei nominare qualcuno di voi ma davvero ho trovato in ciascuno un sorriso, un aiuto, un consiglio nelle mille chiamate, mail o momenti d’incontro. Ne nomino tre per tutti: ringrazio Francesco di Bergamo, Arianna di Erba e Flavio Terzi.
Con voi mi sono tolta un po’ di polvere dai molti anni di studio e mi sono messa in gioco scoprendo quello che è il mondo del lavoro e ve ne sarò sempre grata.
Un abbraccio
Paola Patrizia Riva

La realtà del Servizio civile di Associazione Mosaico con…. Il Mosaico!

Testimonianza Il MosaicoAssociazione Mosaico vi propone la testimonianza di quattro ragazze che hanno svolto il Servizio civile presso la cooperativa sociale IL MOSAICO di Bulgarograsso in provincia di Como e ovviamente associato ad… ASSOCIAZIONE MOSAICO!

C’erano una volta quattro ragazze sconosciute: un bel dì si ritrovarono al Mosaico di Bulgaro. Perché? Vi starete chiedendo. Se lo chiedono anche loro!
Qualcuno voleva provare qualcosa di nuovo, qualcuno voleva sperimentare, qualcuno voleva mettersi in gioco, qualcuno si era perso… qualcuno aveva il salvadanaio vuoto. Fatto sta, che si ritrovarono al Mosaico.

C’erano un tavolo, il caldo della prima estate e più di quattro ragazze: la selezione dei volontari in servizio civile era aperta.

“Ma sì, ci provo”; “Ma va, tanto non mi prendono”; “E ma se mi prendono, poi?”; “Ma stasera cosa mangio?”

Insomma, un turbinio di pensieri e domande senza risposta… Spiaccicano qualche parola e poi… LE RICHIAMANO! (si aspettavano un “le faremo sapere”). Un anno, 1400 ore, 5 giorni a settimana, centro diurno, comunità, le più svariate attività… la prospettiva era molto ampia.

Se all’inizio erano solo numeri, alla fine è diventata solo pratica (e burocrazia, quando si devono inviare i fogli delle ore al Ministero).

Arrivavano tutte da vite diverse: qualcuno si era perso tra manicure e smalti; qualcuno alla deriva tra il diploma e una presunta laurea; qualcuno semplicemente proseguiva su una strada già battuta; tutte intorno ai 20, ma con idee diverse su cosa fare della loro vita… qualcuno proprio non ne aveva idea. Il mosaico è ed è stato una ventata di aria fresca che ha riordinato almeno un po’ i loro pensieri, aprendo nuove strade e prospettive che aspettano solo di essere colte. All’inizio l’impatto è stato forte: tante domande, poche risposte e la paura di agire nel modo sbagliato: sarebbe stato comodo avere un manuale di istruzioni ma se lo sono dovute creare con l’esperienza.

Dice il dizionario: “ESPERIENZA”: conoscenza acquisita mediante il contatto con un determinato settore della realtà. Di Contatto, al Mosaico, ce ne è da vendere; la conoscenza è in omaggio giorno per giorno; di realtà ce ne sono diverse; e ognuna colpisce in modo differente: stupore, tenerezza, ironia, pazienza, a volte crisi, paura nel dissotterramento… e poi uno dei ragazzi ti sorride e in te torna la calma.

Per queste quattro ragazze (che, tra l’altro, ci somigliano tantissimo) l’esperienza del servizio civile non può considerarsi slogan, bensì molteplici realtà, intricate e incastrate in una relazione umana che durerà speriamo, per tutta la loro vita.

L'esperienza di Ester Rizzi: Servizio civile e leva civica alla biblioteca di Nembro

Testimonianza Rizzi EsterA partire dal mese di ottobre 2016 ho iniziato un percorso di Servizio civile presso la Biblioteca Centro Cultura di Nembro nell’ambito del progetto “L’arte di leggere”. Nel corso dell’intero anno ho svolto attività di diverso genere, a partire dal servizio di prestito libri e documenti, comunicazione e promozione eventi, organizzazione di laboratori e attività ludico educative dedicate ai bambini per favorire un approccio positivo alla lettura.  In particolare ho collaborato alla realizzazione di una bibliografia tematica, indirizzata ai bambini frequentanti la scuola primaria, avente per tema la valorizzazione della propria identità e il contrasto al bullismo.

Subito dopo l’inizio del Servizio Civile ho avuto modo di promuovere e occuparmi dell’organizzazione della 5^ edizione del festival TIRAFUORILALINGUA, dedicato alla promozione e valorizzazione della lingua madre e cultura di appartenenza. Per la prima volta il concorso, che per le edizioni precedenti era stato realizzato presso il comune di Albino, ha avuto come sede operativa la Biblioteca Centro Cultura di Nembro e l’Auditorium Modernissimo del comune di Nembro. Uno degli obiettivi dell’organizzazione del concorso è stato quello di rendere partecipi giovani delle “seconde generazioni” in attività che potessero essere legate alla promozione di attività culturali tenendo conto dell’importanza data dall’unione della cultura di appartenenza della famiglia e di quella italiana in cui vivono. Tre ragazze in particolare hanno collaborato per la realizzazione della serata finale della 5^ edizione, due svolgendo il ruolo di co-presentatrici e una iscrivendosi come concorrente per la categoria “giovani”.

Nel febbraio 2017, in concomitanza con la celebrazione della Giornata Internazionale della Lingua Madre, è stato dato l’avvio alla 6^ edizione del concorso/festival TIRAFUORILALINGUA. Per questa nuova edizione ho avuto la possibilità di gestire sin dall’inizio tutto l’iter organizzativo, svolgendo le mansioni di comunicazione, ricerca di sponsor e contributi per il finanziamento del progetto, diffusione del bando, ricerca dei potenziali concorrenti (a livello sia locale che nazionale) individuazione di figure all’interno degli ambiti sociali e culturali disposte a fare da giurati per il concorso (quest’anno alla giuria hanno preso parte anche direttori artistici di due festiva: il festival “Fuori Luogo” di Sesto San Giovanni e il festival di Ostana (CN)). Alle mansioni di segreteria e organizzazione del festival si sono aggiunti eventi di promozione interculturale e interreligiosa come la realizzazione dell’Iftar condiviso nella piazza del comune di Nembro e il Suq delle culture, realizzato a maggio tutti gli anni a conclusione dei corsi di alfabetizzazione italiana e araba per italiani e stranieri. In questa edizione del Suq alcune classi delle scuole medie di Nembro hanno visitato una mostra alla quale hanno partecipato alcuni dei concorrenti del concorso (residenti a Nembro o nei comuni vicini). Attraverso opere e testimonianze i ragazzi hanno potuto conoscere alcune esperienze molto particolari parlare direttamente con richiedenti asilo, conoscere la lingua e la cultura senegalese, messicana, siriana raccontate da chi le conosce nel profondo.

È stato nel corso dello svolgimento del percorso di Leva civica regionale che si è tenuta la serata di premiazione della 6^ edizione del festival presso l’Auditorium Modernissimo di Nembro, sabato 25 novembre 2017, alla presenza di un pubblico ampio e variegato. Nell’ultimo periodo di leva Civica ho iniziato a porre le basi per concorso 2018 che punta ad una diffusione sempre più ampia avviata grazie anche al coinvolgimento del Sistema Bibliotecario della Valle Seriana.

Cosa mi ha dato questa esperienza:

L’esperienza vissuta grazie ai progetti di Servizio civile e di Leva civica mi ha dato la possibilità di sviluppare degli obiettivi concreti utili per il contesto in cui ho operato (comune di Nembro – biblioteca) e altrettanto utili per il mio sviluppo personale e, ipoteticamente, anche professionale futuro. Ho avuto la fortuna di potermi muovere in un ambito di mio interesse, di interagire con figure professionali conosciute e non, di farmi conoscere a livello locale vivendo l’esperienza di un contesto lavorativo, in questo caso un contesto di lavoro pubblico nel settore culturale e, nel mio caso, con uno sguardo anche all’ambito della promozione di attività in ambito sociale (integrazione, intercultura…). Tutto questo mi ha dato la possibilità di accrescere la mia esperienza, di acquisire nuove competenze (ad esempio nel campo della comunicazione e progettazione di eventi) e di affinarne altre. Per tutti questi motivi consiglierei anche ad altri di prendere parte a progetti di Servizio Civile e Leva Civica, tenendo in considerazione il fatto che oggi è sempre più importante avere la possibilità di fare esperienze concrete in diversi ambiti o settori.

BUONE NOTIZIE: UNA VOLONTARIA HA DATO LE DIMISSIONI!

“E questa sarebbe una buona notizia?” direte voi.
Per Associazione Mosaico lo è, perché Giada, la volontaria, si è dimessa in quanto contestualmente assunta dalla cooperativa presso cui stava svolgendo il suo anno di servizio civile.

Ma lasciamo la parola a Giada Paris:

foto giada paris

La mia esperienza con Mosaico è iniziata nel 2016. Dopo essermi laureata in Scienze dell'educazione sapevo di avere molti strumenti teorici ma poco pratici, soprattutto nell'ambito del lavoro all'interno di una comunità residenziale per soggetti ad alta protezione.
Mi sono detta: "sarebbe bello poter fare un'esperienza all'interno di una comunità residenziale": guardo il sito di Mosaico, invio la candidatura per il progetto di leva civica "vivere in autonomia".
Purtroppo non sono tra i selezionati, ma qualche giorno dopo mi chiama Manuel da Associazione Mosaico: ci sarebbe una posizione aperta e urgente di leva civica   sul nido di Palosco, gestito dalla Cooperativa Namastè.
 Non sono molto convinta, non è l'ambito in cui io voglio formarmi! Poi, con tutta l'umiltà dei miei 23anni accetto anche se Palosco è a 40minuti da casa. E meno male...
Questa esperienza mi ha permesso di conoscere educatori che mi hanno raccontato il loro percorso e di respirare un po' l'aria di Namastè. In questi mesi ho imparato molto e, in modo particolare, ho acquisito una prima consapevolezza: il lavoro dell'educatore è un lavoro speciale rispetto agli altri, fatto di relazioni e emozioni che nascono e restano nell'altro, piccole o grandi che siano.
Ormai siamo all’inizio dell’estate del 2016, provo a partecipare al bando di servizio civile nazionale e scelgo ancora una sede della Cooperativa Namastè: stavolta ce la faccio e a luglio comincio finalmente a sperimentare ciò che sarà il mio lavoro: operare in una comunità per disabili.
E oggi sono sempre più convinta che è ciò che voglio fare per tutta la vita.
Sì, perché la comunità è bella. Sia per chi ci vive sia per chi lavora. Si respira e si assapora l'aria di casa, la comodità, il cuore pieno (non è uno scherzo, lo senti davvero), con tutte le difficoltà che esistono. In questi mesi ho ricevuto tanto e credo di aver lasciato tanto a chi ho incontrato.
Ho sempre rispettato i miei turni, anche quando cadevano in giornate festive, e ciò che mi veniva chiesto. Ho sempre svolto bene ciò che mi veniva assegnato, dando fiducia a chi lavorava con me.
Pochi giorni fa è successa una cosa inaspettata: la cooperativa mi ha chiesto se ero disposta a cominciare un nuovo percorso: da dipendente, come educatrice a tempo pieno, in un appartamento ad alta protezione che sta per aprire.
Non si può spiegare cosa ho provato in quel momento, un senso di gratificazione così grande da ripagare tutti gli sforzi fatti fino ad ora. Un nuovo appartamento, si parte da 0. Chi lavora, entrerà con chi abiterà la casa. Si tratterà di nascere. È una cosa grande ….e per un educatore di comunità credo sia la cosa più bella.
Allora ringrazio Mosaico perché mi ha dato la possibilità di potermi sperimentare, di mettermi in gioco e di formarmi. Ringrazio la cooperativa perché ha deciso di investire su figure giovani per i suoi progetti. Ringrazio anche me stessa, perché per raggiungere un obbiettivo bisogna non solo sperare, ma crederci!

Giada Paris

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