TESTIMONIANZE LEVA CIVICA REGIONALE

Spero in un mondo migliore abitato da persone più umane

Che cosa dire di questo periodo? È successo un qualcosa di assolutamente imprevisto che ci ha costretto a fermarci. Mi piace pensare che ogni cosa, anche la più terribile, abbia un senso e perciò penso che anche questa epidemia non sia cascata giù dal cielo senza un motivo. La prima cosa che mi viene in mente è che la maggior parte delle persone dopo la spensieratezza dell'infanzia entra in una sorta di tunnel fino alla vecchiaia in cui è talmente presa dalle cose che non si ferma mai un attimo a riflettere, non si siede mai a pensare "sono sereno?", "Cosa potrei fare per esserlo?". Si è talmente presi dalla routine quotidiana, dai progetti e dagli impegni, che si procede con il pilota automatico, scordandoci che essere sereni è un nostro diritto. La mia speranza quindi è che questo evento ad un primo sguardo sicuramente negativo (per diversi motivi) sia anche servito a tanti per migliorare in qualche maniera la propria vita e che il mondo non torni quello di prima, ma diventi in qualche modo migliore, abitato da persone più umane. Purtroppo da fine febbraio sono fermo con la Leva Civica, spero di riprendere quanto prima. Le mie giornate trascorrono tra lavori in casa, letture e serie tv. Sinceramente la limitazione della libertà che è stata imposta nell'emergenza l'ho sentita molto ed è stato difficile per un camminatore come me rinunciare all'aria aperta e spero vivamente che presto non saranno più necessarie queste norme. 

 Meditazione

 

William Colombo, volontario di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso Cooperativa La Vecchia Quercia (LC) "GIOVANI IN CAMPO 2019" nell'ambito delle attività di assistenza e servizio sociale

 

Il Diritto alla Felicità

Quante volte vi capita durante l'arco della giornata di cambiare repentinamente il vostro stato d'animo? Passare da un momento di spensieratezza a uno che invece vorresti spaccare tutto?
A me personalmente è successo spesso e allora ho cercato di capire il perché. Sarà perché ci è stata tolta la nostra libertà? Sarà perché la nostra vita è stata messa in stand-by forzatamente? Sarà perché questo virus ci ha intrappolati in casa contro la nostra volontà togliendoci tutto e soprattutto la nostra felicità? Stiamo cercando tutti di restare a galla, di non sprofondare, leggendo, cucinando, mangiando, guardando film, ascoltando musica e sognando di tornare a come eravamo prima, proprio, appunto, alla tanto agognata felicità. 

Ma che cos'è la felicità? "La vita è breve, buona, e c'è un diritto fondamentale: il diritto alla felicità. Che non si manifesta e non si deve confondere con una sorta di diritto naturale a diventare ricco o a soverchiare gli altri. Parliamo di un'altra felicità. Delle soddisfazioni piccole, che però valgono molto". Cosi scrive Luis Sepùlveda in questo libro in cui dialoga con Carlo Petrini, cercando di trovare una risposta alla domanda più difficile, la domanda che mi accompagna ogni giorno da sempre. È vero, prima della pandemia avevamo a disposizione qualsiasi cosa, da quelle materiali a quelle più astratte, ma eravamo davvero contenti? In questo periodo ho cercato di conoscermi meglio, di capire chi sono e cosa voglio, di pormi obiettivi diversi. Per quanto possa sembrare strano io ringrazio questo momento storico, quest'opportunità, questo tempo per noi. Ho capito pian piano che per stare bene, per essere serena, non ci vuole molto, e forse è privandosi di tutto che si è felici davvero.  

 Diritto Felicit

Susana Maria Pizzagalli, volontaria di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso Cooperativa Sineresi (LC) "LEVA CIVICA NELL'AMBITO DI BELLANO" nell'ambito delle attività di organizzazione e promozione di interventi educativi

Leva Civica: la riscoperta dei valori e dei legami affettivi

Vi racconterò della mia esperienza e delle mie emozioni durante questo periodo molto difficile della nostra vita. Vorrei iniziare citando una frase dell'opera che ho scelto per rappresentarmi: "È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante". Questa frase mi aiuta a riflettere e a capire ciò che provo in un momento così cupo, dove molte persone soffrono e altre sperano in un domani migliore. 

Io penso che sia inutile abbattersi troppo ma bisogna avere pazienza, sfruttare questa situazione per capire veramente chi siamo e cosa vogliamo, perché si rischia di finire con lo sprofondare nelle nostre paure e insicurezze, sentite ancora di più durante l'emergenza.
Questo momento è più unico che raro, ci permette di cogliere molte cose scontate o banali, inoltre cambia la prospettiva del tempo e dello spazio percepito normalmente. Ognuno di noi avrà imparato qualcosa di nuovo o riscoperto cose perdute, ma soprattutto io personalmente ho compreso l'importanza del tempo e delle persone con cui lo condivido.

Infine spero che tutti riescano a trovare quelle persone di cui sentiamo la mancanza e che durante questi periodi di bisogno ci hanno reso felici, perché una volta passato il brutto momento ogni cosa, anche la più semplice, sarà speciale se si farà con chi è diventato importante per noi nonostante la distanza.

Piccolo principe

 Andrea, volontario di Leva Civica Regionale - Living Land durante l'emergenza Covid-19

 

Con la Leva Civica miro a un cambiamento positivo e a un futuro luminoso

Ho letto le bellissime parole scritte da alcuni degli altri ragazzi della Leva Civica e mi sono subito sentita meglio. Ormai sono due mesi che stiamo vivendo un momento storico unico e allo stesso tempo triste. Ho provato molte volte a mettere nero su bianco le mie emozioni ma non ci sono mai riuscita; forse perché non esistono parole che possano esprimere tutto ciò o forse perché ancora oggi non ho elaborato bene cosa stiamo vivendo.

Ci ho messo un po’ di giorni a capire cosa volevo lasciare a voi di questa mia esperienza e non trovando parole adatte ho pensato ad un’immagine. Fin da quando sono bambina l’arte per me è stata una compagna di viaggio, ho sempre pensato fosse un mezzo stupendo per trasmettere un messaggio. Tra gli artisti che più ammiro c’è Edward Hopper, esponete del realismo americano contemporaneo. Le sue opere sono spesso paesaggi, architetture, interni di case messi in relazione alla figura umana, sola e desolata. Ciò che più amo di lui è il perfetto connubio che fa tra la tecnica impressionista e metafisica; ha una capacità strabiliante di trasmettere il silenzio, la malinconia, la solitudine e la pace.

Ho pensato che l’immagine più adatta fosse “Summertime” del 1943: racchiude alla perfezione questo momento, il fatto che sia stata dipinta in un frangente storico così importante, così terribile. La figura femminile sembrerebbe guardare verso il sole, verso un cielo limpido e sereno, ed è quello che voglio fare io ora, guardare ad un futuro più luminoso, guardare ad un cambiamento positivo. Perché è quello in cui spero.

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Chiara Mainetti, volontaria di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso Cooperativa la Vecchia Quercia (LC) di per il progetto "GIOVANI IN CAMPO 2019" nell'ambito delle attività di assistenza e servizio sociale

 

Imparare ad affrontare le avversità e ad apprezzare quello che di bello e semplice la vita ci propone

Claudia, una giovane volontaria di Leva Civica Regionale - Living Land, ha vissuto "in prima linea" le comprensibili incertezze e i comprensibili timori dell'emergenza Covid-19, raffrontati, nella sua testimonianza, con quelli espressi in una celebre lirica di Giuseppe Ungaretti.

"Ci ho messo un po' a decidere cosa sentivo che mi rappresentasse maggiormente in questo periodo di quarantena. Alla fine ho scelto la poesia "Soldati" di Giuseppe Ungaretti per due motivazioni, collegate tra loro. La prima è perché credo che come concetto esprima perfettamente quello che ognuno di noi percepisce in questo periodo: la fragilità, l'insicurezza, la paura di non sapere cosa ci aspetta in futuro. Io sono stata fortunata perché ho potuto riprendere la Leva Civica, ma avevo tanti progetti per quest'anno che mi stanno scivolando via e la cosa mi preoccupa perché mi ero fissata degli obbiettivi che non so se o quando riuscirò a raggiungere. Quindi immagino sia la stessa cosa per molti di voi che, come me, speravano di realizzare i propri sogni e invece si ritrovano costretti a dover aspettare senza poter fare nulla.

L'altra motivazione è che proprio in questo periodo di fermo forzato ho avuto modo di riprendere in mano i alcuni dei miei hobby, tra cui la scrittura e la lettura, e scegliere una poesia mi è sembrata la cosa più spontanea. In queste settimane ho avuto la possibilità di riflettere, passare del tempo con me stessa, prendermi del tempo per dedicarmi a quelle passioni che stavo lasciando indietro e riscoprire anche il rapporto con chi mi sta vicino. Proprio in questo modo mi sono accorta di quanto dessi per scontate alcune cose che potevo fare e che, per pigrizia, ho rimandato, pensando che avrei avuto tutto il tempo “domani”, quando domani è diventato oggi, in una sequenza di giorni sempre tutti uguali dove mi era stata tolta perfino la possibilità di fare le lunghe passeggiate con il mio cane. La quarantena mi ha fatto capire le cose che sono essenziali per farmi stare bene e spero che sia stato così anche per molta altra gente che come me si è trovata a dover fare i conti con se stessa. Vorrei sperare che tutti siano riusciti a raccogliere la motivazione necessaria per affrontare ciò che ci aspetta e per apprezzare quello che di bello e semplice la vita ci mette davanti". 

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Claudia Viscardi, volontia di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso il Comune di Pescate per il progetto "LEVA CIVICA A SOSTEGNO DEI CITTADINI DI MOLTENO, PESCATE E MALGRATE" nell'ambito dell'attività amministrativa progettuale, gestionale e di contabilità per la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e ambientale

Qualsiasi professione sceglierai, cerca di lasciare un segno indelebile nei cuori delle persone

Sono due mesi che non metto piede in quell'istituto che ormai era diventata una seconda famiglia per me. Mi sono ritrovato all'interno di classi di ragazzi che avevano qualche anno in meno di me, che hanno imparato a rispettarmi e a volermi bene. E sapete una cosa? Mi mancano davvero tanto! Non sembra vero che, nonostante il poco tempo passato con loro, ho lasciato un segno indelebile nei loro cuori. Questi ragazzi mi hanno scritto ogni tanto durante la quarantena per chiedermi come stavo, per chiedermi se l'anno prossimo quando sarebbero forse rientrati mi avrebbero ritrovato in classe con l'altra prof di inglese pronti a salutarmi con il solito "Buongiorno prof!".

Io non sapevo cosa voleva dire essere un insegnante, ho sempre snobbato questa professione, ma ora la vedo con occhi diversi. Il tempo a casa mi ha fatto pensare tanto al mio futuro e chissà magari diventerò un professore veramente. Spero di potervi rivedere presto per condividere con voi qualche altra esperienza! 

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Stefano Colombo, volontario di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso Fondazione Monsignor Giulio Parmigiani per il progetto "Leva Civica nell'ambito di Lecco" nel settore attività di organizzazione e promozione di attività educative (LC)

Grazie alla Leva Civica ho trovato la forza di riprendermi

Voglio parlarvi un po' di come sta andando la mia quarantena, partendo dalla famosa canzone dei Beatles "Yesterday", dove nella prima strofa si ricorda il passato con un sentimento di malinconia perché il presente non è quello che ci si aspettava che fosse ma è arrivato e bisogna guardarlo in faccia. Voglio parlarvi un po' di come sta andando la mia quarantena, partendo dalla famosa canzone dei Beatles "Yesterday", dove nella prima strofa si ricorda il passato con un sentimento di malinconia perché il presente non è quello che ci si aspettava che fosse ma è arrivato e bisogna guardarlo in faccia. Vi dico questo perché sono stato sfortunato e per qualche causa sconosciuta la mia famiglia si è ammalata tutta a causa del virus. Fortunatamente la malattia ha fatto il suo corso, lungo e doloroso corso, però è passata. È stato difficile affrontare questa cosa perché molto più grande di noi e inaspettata; quando il virus è entrato in casa ha stravolto un po' i ritmi e la quotidianità; il dormire tutto il giorno, saltare i pasti perché non si aveva fame, le ore passate a fare niente perché alzarsi era troppo faticoso, mi hanno fatto capire che forse la routine è una delle cose che avrei dovuto apprezzare di più della vita pre-virus. Comunque, finita la malattia, è stato molto difficile tornare a questa stabilità. Una delle cose che mi ha aiutato di più è stata il fatto di poter tornare a svolgere il mio compito da Leva Civica, non solo perché riusciva a darmi dei ritmi con degli orari da rispettare, ma anche perché il rivedere le facce dei ragazzi che non vedevo da tanto mi ha dato la forza di riprendermi. Il mio auspicio per il futuro è di poter  tornare a svolgere il nostro lavoro e vivere la nostra vita con le lezioni che abbiamo imparato, che ci accompagnano e ci guidano verso un domani in cui nessuno sarà mai più costretto a passare quello che ho passato io e stiamo passando tutti.

 

"Yesterday,

All my troubles seemed so far away,

Now it looks as though they're here to stay

Oh I believe in yesterday"

 

Davide, volontario di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso Cooperativa Sineresi per il progetto "Leva Civica nell'ambito di Lecco" nell'ambito: attività di promozione e organizzazione di attività educative (LC)

 

Basta un "grazie" di chi aiuti per farti riflettere sull'importanza di questo servizio

Daniel Malinverno sitCiao, sono Daniel ho 20 anni e sto svolgendo la leva civica presso Pronto Ambulanza SOS Canzo distaccamento di Nesso. Quotidianamente svolgo l'emergenza e urgenza 112, penso che aiutare chi ha più bisogno non ha prezzo. Basta un sorriso e un grazie di chi aiuti per farti riflettere sull'importanza di questo servizio. In questo difficile periodo con il COVID 19 ho scelto di proseguire il servizio per crescere ancora di più e imparare tante cose nuove. Sicuramente rimarrà in me un bellissimo percorso di crescita personale e porterò a casa ancora più professionalità. E ricordate: "NOI NON POSSIAMO MA VOI RESTATE A CASA!"

 

 

 

 

 

 

 Daniel Malinverno, volontario di Leva Civica Regionale, in servizio presso Pronto Ambulanza SOS Canzo distaccamento di Nesso (CO)

 

DA LEVA CIVICA A EDUCATRICE PROFESSIONALE: LA TESTIMONIANZA DI ALESSIA MARCHESI

Alessia Marchesi TestimonianzaÈ aprile 2017 e da qualche mese mi sono abilitata alla professione di psicologa clinica. Da gennaio dello stesso anno sono iscritta ad una scuola di specializzazione e da altrettanto tempo sono alla ricerca di un lavoro che mi permetta di mettere in pratica i tanti anni di studio e che non si sovrapponga con le lezioni e il tirocinio presso un CPS (Centro Psico Sociale) della mia città, Bergamo. Da qualche tempo ho il “pallino” di provare il lavoro in comunità: essere a contatto con la quotidianità di chi è meno fortunato di me perché rimasto solo o perché più fragile mi sembra un’esperienza arricchente sia a livello professionale che relazionale. Consulto i siti di diverse cooperative e mando qualche curriculum ma non ho molta fortuna, si tende a preferire chi ha già esperienza con la residenzialità. Il sito di una cooperativa mi rimanda ai bandi di leve civiche di Mosaico… mi candido per una di queste (un’esperienza presso l’Università di Bergamo) e incontro Manuel, il quale mi dice molto chiaramente che non gli sembra il percorso in cui avrei potuto sfruttare al meglio i miei studi. Ma non è tutto tempo “perso”! Durante quell’ incontro infatti, Manuel mi parla di un progetto in via di apertura della cooperativa Namasté: un appartamento protetto situato a Bergamo che avrebbe ospitato adulti disabili e psichiatrici. Mi riferisce che se tutto fosse andato come previsto, la cooperativa avrebbe selezionato due leve civiche a partire dal mese dopo, maggio. Il progetto sembra interessante e decido di dargli fiducia, aspettando l’eventuale apertura del bando.Finalmente arriva maggio e vengo contattata dalla coordinatrice della comunità: l’hanno appena aperta e cercano leve! Vengo selezionata e subito inserita nella casa e nella sua quotidianità anche se ancora in via di organizzazione in quanto l’appartamento era appena stato inaugurato. Diversi mesi dopo posso dire con certezza che in questo progetto ho trovato e sto continuando a trovare l’esperienza che mi potesse arricchire che tanto cercavo. Da parte mia ho sempre rispettato i miei turni, anche durante i festivi cercando di rendermi il più possibile utile agli educatori nella gestione della casa e delle attività degli utenti. Rimboccarsi le maniche e cucinare, lavare i piatti, accompagnare i ragazzi alle loro attività, partecipandovi attivamente con loro buttandomi in piscina o coltivando un orto… mai avrei pensato un livello di coinvolgimento (anche emotivo) simile! Inoltre il fatto di dovermi occupare di trasporti e accompagnamenti presso i laboratori del lavoro e del tempo libero mi ha permesso di conoscere altre leve civiche con cui confrontarmi; educatori e professionisti oltre a quelli che affianco in casa durante i turni e di poter imparare qualcosa da tutti, senza dimenticare la possibilità di venire a contatto con l’unicità di tutti gli utenti delle altre comunità e progetti di Namasté. A livello professionale si potrebbe pensare che questo tipo di esperienza non si avvicini ai miei studi, in realtà il lavoro educativo e quello psicologico sono intersecati e giocano in perfetto equilibrio in una comunità. Relazionarsi con la fragilità significa sia ricevere affetto magari in maniera più spontanea ma anche cercare di capire paranoie, ansie e disagi spesso amplificati rispetto a situazioni più convenzionali e forse senza il mio bagaglio di studi a volte non ce l’avrei fatta a sopportare certi momenti no.A distanza di circa sette mesi dall’inizio della leva mi arriva una proposta: mi viene chiesto da Namasté di diventare educatrice all’interno dello stesso appartamento in cui sto svolgendo il servizio… non me lo aspettavo! La proposta mi provoca sentimenti ambivalenti: da un lato la soddisfazione di vedere i miei sforzi riconosciuti e ripagati, dall’altro lato l’incertezza di non essere all’altezza del compito. Mi prendo qualche giorno per pensarci e infine accetto. La proposta è quella di un contratto a tempo determinato per 15 ore settimanali a partire da febbraio 2018.Sono convinta che tutto quello che dai ti venga restituito, magari anche in una forma che non ti aspetti e sicuramente il quantitativo di emozioni che mi sta donando questa esperienza non l’avrei mai sperato. Ringrazio Mosaico per avermi dato la possibilità di conoscere e buttarmi in questa esperienza in cui si lavora ma ci si forma anche, e la cooperativa che mi ha fatto capire quanto può fare una persona mettendosi in gioco!

Alessia Marchesi

Festicciole, pittura, nanna e un po’ di orticello. Cosa fa una volontaria in leva civica in un asilo?

La nostra volontaria Chiara Aresi, in servizio di leva civica presso l’asilo nido comunale “Primi passi” di Fiorano al Serio (BG), progetto realizzato grazie al contributo della Fondazione Comunità Bergamasca, nel documento allegato ci descrive le attività svolte durante la sua esperienza, arricchendo il racconto con tante belle foto. Naturalmente i visi dei bimbi sono nascosti per motivi di privacy: possiamo solo immaginare i loro sorrisi ma siamo certi che saranno bellissimi! Ringraziamo Chiara per la sua simpatica testimonianza.

Leggi la storia di Chiara

 

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